Inter, Chivu di nuovo atteso al varco: gli scontri diretti

Cristian Chivu allenatore dell'Inter

Cristian Chivu allenatore dell'Inter Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Gennaio 8, 2026

L’Inter di Cristian Chivu continua a essere una delle squadre più spettacolari ma anche più osservate e discusse del campionato. La vittoria a Parma ha ripercorso lo stesso canovaccio delle ultime settimane: la differenza tra la capacità di dominare le partite teoricamente alla portata e le difficoltà nei confronti diretti e contro avversari strutturati.

Inter, vittorie convincenti e gestione delle partite alla portata

Uno dei principali punti di forza dell’Inter resta la capacità di vincere le partite considerate “facili”, spesso con prestazioni spettacolari e un controllo territoriale evidente. Contro squadre di medio-bassa classifica, la formazione nerazzurra mostra un calcio fluido, intenso e organizzato, capace di produrre un volume di gioco elevato e numerose occasioni da gol. Questa superiorità tecnica e fisica consente all’Inter non solo di ottenere i tre punti, ma anche di entusiasmare l’ambiente, rafforzando la percezione di una squadra dominante. In queste gare, la sensazione è che il risultato possa essere indirizzato già nei primi minuti, con un controllo che raramente viene messo in discussione. Esattamente quello che non accade quando la strada si fa in salita.

Chivu e il nodo irrisolto degli scontri diretti

Il quadro cambia sensibilmente quando il livello dell’avversario si alza. Negli scontri diretti contro le principali rivali, l’Inter continua a mostrare limiti. I numeri evidenziano una difficoltà strutturale nel tradurre il dominio territoriale in vittorie contro squadre di pari livello. In queste partite emergono problemi nella gestione dei momenti chiave: episodi, errori individuali, ma soprattutto una minore incisività offensiva. Le occasioni create non sempre vengono capitalizzate e, al contrario, le disattenzioni difensive finiscono per pesare in modo sproporzionato. Il dato sugli scontri diretti non è episodico, ma si ripete con una certa regolarità, alimentando dubbi sulla capacità della squadra di imporre la propria superiorità contro avversari organizzati e competitivi.

Mentalità, sprechi offensivi e difficoltà

Un altro aspetto centrale riguarda la mentalità dell’Inter, una squadra che produce molto in termini di gioco e occasioni, ma che spesso sciupa un numero eccessivo di palle gol. L’elevata produzione offensiva non si traduce in un margine di sicurezza, lasciando le partite aperte più del necessario. Un fattore critico contro squadre solide, compatte e ben organizzate. In questi contesti, l’Inter fatica a cambiare registro, insistendo su soluzioni complesse anziché semplificare la fase conclusiva. La sensazione è che il salto definitivo passi da una maggiore lucidità nelle scelte decisive e da una crescita nella gestione emotiva delle partite più equilibrate. La qualità non manca, ma per competere fino in fondo serve trasformare la superiorità nel gioco in un vantaggio concreto.

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