Edoardo Bove è pronto a voltare pagina. Dopo mesi di attesa, timori e silenzi, il centrocampista classe 2002 si prepara a salutare definitivamente la Roma e il calcio italiano, per iniziare una nuova vita sportiva in Inghilterra, al Watford. Una scelta obbligata, ma anche profondamente voluta, che segna l’inizio di una rinascita.
Bove l’ultimo saluto alla Roma: e addio all’Italia
Edoardo Bove ha salutato i tifosi. Un momento molto toccante, la sua ultima presenza all’Olimpico per assistere a Roma-Sassuolo. Un commiato silenzioso ma carico di significato, prima della risoluzione consensuale del contratto con la Roma. La separazione è ormai definita. Le parti hanno trovato un accordo per la rescissione contrattuale, che verrà formalizzata nelle prossime ore. Una scelta inevitabile, dettata non da regolamenti stringenti: in Italia, con un defibrillatore sottocutaneo, l’idoneità sportiva per il calcio professionistico non è concessa. Un muro normativo che ha reso impossibile la prosecuzione della carriera di Bove in Serie A. La Roma ha comunquedeciso di agevolare il percorso del calciatore, consentendogli di svincolarsi e di cercare una nuova opportunità all’estero. Un gesto di rispetto umano prima ancora che sportivo.
L’Inghilterra: Watford e la Championship per ripartire
L’Italia ha dovuto fermarlo, l’Inghilterra ha scelto di accoglierlo. Edoardo Bove ripartirà dal Watford, club attualmente impegnato in Championship, la seconda divisione inglese. Una decisione ponderata, arrivata nonostante l’interesse di squadre anche di categorie superiori. La volontà del giocatore è stata chiara: ricominciare senza pressioni, in un contesto competitivo ma graduale. La Championship rappresenta l’ambiente ideale per ritrovare condizione fisica, ritmo partita e fiducia. Il Watford, allenato da Javi García, è una squadra giovane, ambiziosa e in piena corsa playoff, pronta a offrirgli spazio e continuità. Determinante anche il quadro normativo: nel Regno Unito, come dimostrato dal caso Christian Eriksen, l’utilizzo del defibrillatore non preclude l’attività agonistica. Un’apertura che ha permesso a Bove di tornare a immaginare un futuro da calciatore.
Il futuro dopo la paura: l’importante è tornare a giocare
Sono passati tredici mesi dal giorno che ha cambiato tutto. L’arresto cardiaco accusato in campo ha segnato profondamente la vita di Edoardo Bove, costringendolo a una lunga pausa e a un percorso medico complesso. Oggi, però, il peggio è alle spalle. Il centrocampista si allena regolarmente da settimane, seguito da uno staff specializzato e monitorato costantemente. Le sensazioni sono positive, la condizione è in crescita e il desiderio di tornare protagonista è intatto. Il contratto con il Watford verrà firmato all’inizio della prossima settimana, subito dopo la chiusura ufficiale del rapporto con la Roma. Bove non potrà più giocare in Italia. Ma il calcio, quello vero, non finisce ai confini nazionali. Ripartire, dopo la paura più grande, è già una vittoria. Tornare in campo lo sarà ancora di più.
