Il 3-3 contro la Juventus lascia in eredità alla Roma una sensazione contrastante: fra l’entusiasmo per la qualità espressa e la frustrazione per un risultato sfumato all’ultimo respiro, la corsa alla Champions League resta apertissima. Il pari dell’Olimpico, tuttavia, riaccende i fari su un tema che accompagna la stagione: la difficoltà nelle partite di cartello.
Roma, le beffe negli scontri diretti: finali fatali
Se c’è un filo conduttore nella stagione romanista è la gestione imperfetta dei big match. Contro il Napoli prima e contro la Juventus poi, la Roma ha mostrato personalità, ritmo e idee, senza però riuscire a trasformare la superiorità in vittorie pesanti. Un copione già visto: dopo aver indirizzato la gara, la squadra perde brillantezza nella pressione e concede metri che diventano opportunità. Il dato più significativo riguarda proprio gli scontri diretti: la Roma ha sempre incassato gol e spesso ceduto punti pesanti nei finali. Errori figli di una gestione poco lucida. Questione di dettagli, ma in Serie A i dettagli pesano quanto i gol. Un aspetto che incide sulla classifica: negli scontri contro le prime della graduatoria il bottino è inferiore rispetto alle concorrenti dirette per l’Europa che conta.
Una fragilità emotiva più che tecnica
Ridurre tutto a un problema difensivo sarebbe superficiale. I numeri raccontano altro. La questione appare più mentale che strutturale. Quando la partita è calda e il pallone scotta, subentra una componente psicologica che modifica atteggiamento e scelte. Si percepisce una sorta di prudenza eccessiva, come se l’obiettivo diventasse difendere il risultato anziché continuare a imporre il proprio calcio. Non è una mancanza di qualità individuale, né di organizzazione collettiva. È piuttosto una gestione emotiva ancora incompleta nei momenti ad alta pressione. Le grandi squadre mantengono lo stesso livello di aggressività anche sull’ultimo pallone; la Roma, invece, tende a proteggersi. E quando la protezione sostituisce l’iniziativa, il rischio aumenta.
Numeri e calendario: la Champions è possibile
Nonostante i rimpianti nei big match, il quadro complessivo offre motivi di fiducia. La Roma resta tra le migliori difese della Serie A e contro le squadre di medio-bassa classifica ha una continuità di rendimento quasi impeccabile. Quanto basta per garantire punti fondamentali nella corsa al quarto posto. Anche il calendario può rappresentare un alleato. Non sono previsti ulteriori scontri diretti contro la maggior parte delle big, ad eccezione della sfida con l’Inter e del derby con la Lazio, due appuntamenti ad altissima tensione ma isolati nel percorso finale. Con queste premesse, e ancora quattro punti di vantaggio da difendere sul quinto posto, l’obiettivo Champions League non è utopistico da raggiungere.
