Un gol indimenticabile, di quelli che rischiano di rappresentare il momento più alto della carriera di un calciatore e di un club. Ángel Montoro Sánchez è ora a tutti gli effetti l’eroe di Granada. Il suo colpo di testa vincente allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli ha regalato alla squadra una qualificazione storica agli ottavi di finali di Europa League. Montoro è il vice capitano del Granada, uno dei leader dello spogliatoio insieme a Germán Sánchez, Víctor Díaz e Roberto Soldado. E con questa rete si è ritagliato un posto di rilievo nei libri futuri sulla storia della squadra andalusa.

Montoro
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

A Granada è arrivato nell’estate del 2017, quando il club nazarí annaspava in Segunda, e in poco tempo con Diego Martinez è stato tra i principali artefici del ritorno in Liga. Tutto ciò che è arrivato dopo può definirsi inaspettato e impronosticabile. Per Montoro dobbiamo parlare però di talento inesploso. Lui non rispetta il prototipo di calciatore che si distingue nella prima divisione di un campionato dopo aver brillato per anni nella seconda serie. Il suo esordio in Liga risale infatti a 14 anni fa. A Valencia, città in cui è cresciuto anche calcisticamente, i pipistrelli lo presentano tra i grandi in una sonora sconfitta al Mestalla (1-5) contro il Real Madrid. E i blancos cercheranno di acquistarlo proprio quell’estate, ma senza successo.

È l’estate in cui Montoro vince anche il suo primo e unico trofeo da protagonista: l’Europeo U19 con la Spagna, da titolare al fianco di giocatori come Javi Martinez, Dani Parejo o Cesar Azpilicueta. Il suo futuro sembra limpido, ma i prestiti al Real Murcia e al Real Unión lo ridimensionano. Con il Las Palmas assaggia nuovamente la Liga, in cui tornerà e scriverà la storia proprio con il Granada.

La squadra andalusa per lui rappresenta tanto. Da poche settimane è infatti diventata l’unica realtà con cui è riuscito a tagliare il traguardo di quota 100 presenze e con cui ha anche stabilito il record personale di gol (11) e di assist (16).

A 32 anni ha raggiunto la maturità che gli consente di dare l’esempio e la spensieratezza giusta per essere al centro della costruzione del gioco del Granada. Parte dei tifosi italiani hanno imparato a conoscere, pagando un prezzo alto, la pericolosità di una realtà solida come quella andalusa. Ora però la situazione si capovolge. Il Granada è favorito con il Molde e per passare il turno occorre comportarsi da grande. Non sappiamo se e quando il club nazarí tornerà a vivere notti europee così stellate. Ciò che è certo è che Montoro (anche se squalificato per l’andata) e compagni vogliono continuare a sognare, e in un periodo storico così particolare, porsi limiti non ha alcun senso.