La pressione sul Lille era tanta nel posticipo. La sfida contro l’OL in trasferta arrivava in un momento più che delicato della stagione: le vittorie di PSG e Monaco imponevano alla capolista di vincere per riprendersi il suo posto, pena lo scivolamento ai margini della zona Champions. E questa stessa pressione si è presa inizialmente la squadra di Galtier che, a dieci minuti dalla fine del primo tempo, si trovava al quarto posto, svuotata di ogni certezza e nella più classica delle giornate NO. Ci ha pensato Burak Yılmaz che, a 35 anni suonati, mostra ogni settimana quanto la testa e il carattere possano fermare il tempo: doppietta e assist. Dodici le reti in campionato, ma potrebbe non essere finita qua.

Uno dei pochissimi errori di Botman in stagione, probabilmente il primo in campionato per Maignan e una proposta offensiva che si è distaccata dallo zero soltanto grazie alla transizione (sprecata) di Ikoné, poco prima del monologo OL. Slimani perdona una prima volta in pallonetto, ma alla seconda occasione fulmina Maignan con un missile che rende giustizia all’ottima iniziativa di Paquetà e Caqueret. L’arrembanza della squadra di Rudi Garcia stordisce il Lille con un uno-due micidiale, figlio del pasticcio Botman-Maignan sulla punizione di Dubois. Autorete sfortunata di José Fonte e presagio di sventura.

Burak Yılmaz si prende la scena nel momento di massima crisi dei suoi. Quella che sembrava un’innocua punizione dai 25-30 metri diventa un missile carico di effetto che dà un calcio all’inerzia della partita nel recupero della prima frazione. La sensazione che qualcosa potesse cambiare si è annusata sin dal sordo rumore del pallone che toccava la rete alle spalle di Anthony Lopes. Questa partita ha ribaltato qualunque pronostico con Slimani che appariva ben più nel gioco dello stesso Burak e Paquetà nel pieno delle sue facoltà prima di tramutarsi nell’uomo della rimonta del Lille.

 

Burak
                          FEP/Panoramic 

 

Sì, perché è proprio quando il Lione sembrava aver ripreso in mano le redini del possesso, il brasiliano ha alleggerito la pressione del LOSC con un retropassaggio troppo timido per non essere aggredito. Burak Yılmaz è rapace anche in fase di rifinitura e serve a Jonathan David la palla del pareggio. Frustrazione per l’ex Flamengo, che esce dal campo qualche minuto dopo con la maglietta sopra gli occhi in segno di disperazione. Il Lille prende irrimediabilmente coraggio e pressa l’area di Anthony Lopes con grinta. Il miracolo di Maignan su Thiago Mendes salva la prestazione del promesso sposo milanista e rappresenta l’unica reale occasione del Lione nel finale.

Yazıcı regala a Burak Yılmaz la spizzata che coglie impreparata la difesa di Garcia. Pallonetto vincente, abbraccio corale e primo posto insperato per il Lille che si risponde a tono al PSG e al Monaco con la forza della disperazione. Questa rimonta fa il paio con quella del PSG sul Saint-Etienne e rimette la chiesa al centro del villaggio per Galtier dopo il pareggio contro il Montpellier che aveva mostrato il fianco alle critiche. La pressione si è alzata in vetta. Il Lille risponde colpo su colpo ed è impossibile fare pronostici sul futuro. Con il PSG impegnato nelle semifinali di Champions e il LOSC consapevole della delicata situazione societaria, le motivazioni per portare un trofeo a Lille sono concrete e immediate. Una cosa è certa: poter contare su un leader carismatico come Burak Yılmaz dà ottimismo a tutto lo spogliatoio.