Daniele Rugani e Michela Persico si sono sposati, ma non tutti hanno gradito

Si sono svolte a Torino nella Chiesa dedicata a San Carlo Borromeo le nozze di Daniele Rugani e Michela Persico, ma non sono mancate le polemiche.

La proposta era arrivata poche settimane fa, poi come molti calciatori hanno atteso la fine della stagione per potersi dire sì. Questo è quello che hanno fatto anche Daniele Rugani e Michela Persico, che si sono giurati amore eterno nella Chiesa dedicata a San Carlo Borromeo. A portare loro le fedi il loro bambino, Tommaso.

I due facevano coppia fissa ormai da otto anni e, lo scorso 2020, sono diventati genitori del loro primo figlio Le prime foto all’altare sono arrivare via social, condivise su Instagram dai neo sposi: «Ed è sì», hanno scritto all’unisono accompagnando gli scatti con l’hashtag «per sempre».

Nozze cpn polemica per Daniele Rugani e Michela Persico

La sposa ha scelto un abito a sirena con strascico, guanti sovrastati da importati maniche a sbuffo e velo, una creazione di Galia Lahav, decisamente sobrio invece lo sposo, come da tradizione. Diversi i parenti, amici e colleghi che erano presenti, tra cui anche alcuni calciatori della Juventus, tra cui Gatti e Locatelli e l’ex Miss Italia Cristian Chiabotto.

Una volta conclusa la cerimonia, Daniele Rugani e Michela Persico hanno festeggiato insieme ai loro invitati presso il Castello di Montaldo, arrivando a tirare l’alba. Questo però ha scatenato non poche polemiche, finendo per “rovinare” almeno parzialmente il loro giorno più bello.

A prendere la parola a riguardo è stato proprio il sindaco di Montaldo, Sergio Gaiotti, che ha voluto farsi portavoce di un disagio manifestato anche da diversi cittadini: “Sono stato letteralmente bombardato per tutta la notte dalle telefonate dei miei concittadini che si lamentavano per il gran baccano che proveniva dal Castello. Urla, schiamazzi, musica ad altissimo volume fino alle 4 del mattino. Non si sono curati dell’ordinanza che c’è dal 2017 sulla quiete pubblica” – sono state le sue parole all’ANSA.

Impostazioni privacy