Alla fine, il titolo è arrivato. La sorte aveva già deciso che i festeggiamenti per il 44° titolo avrebbero avuto come epicentro la zona circostante il Geōrgios Karaiskakīs di Atene. Le mille battaglie dell’Olympiakos combattute qui dentro e il nome così fiero nel ricordare un eroe, se non l’eroe per eccellenza della guerra d’indipendenza greca, conferiscono poi al normale tasso di soddisfazione un buon venti percento in più. Takis Lemonis è riuscito a portare a casa un risultato storico, per molti versi annunciato ma mai come quest’anno travagliato. Le 5 reti che ieri hanno demolito il Pas Giannina vanno per l’appunto lette col preciso significato di voler definitivamente accaparrarsi il titolo. La matematica è stata benevola, ma quel vantaggio assottigliatosi improvvisamente non ha fatto dormire sogni troppo tranquilli per un buon mesetto. Ecco allora che il gruppo, tutto il collettivo, ha sfoderato una prova assai convincente. La penultima giornata di questa Super League è quella che ci consegna il verdetto che ad inizio stagione avremmo dato per scontato, ma anche quella che getta una cascata di positività su un ambiente che quest’anno è parso a tratti autolesionista.

E invece, quando si è chiamati a non sbagliare, non si sbaglia. A certi livelli, ci sono 90′ che possono valere una stagione. Non è necessariamente il caso di questi, in fondo la ciliegina sulla torta sarebbe stata un’agevole trasferta contro il Panaitolikos ad Agrinio, insomma, non il massimo della difficoltà. Vincere in casa il settimo titolo consecutivo, però, è assai meglio. Leggendo i nomi dei marcatori, poi, sgorgherebbero fiumi di parole scroscianti. Abbiamo un tedesco ma nato in Bosnia, la cui carriera pareva destinata a ben più visibili palcoscenici, non di certo la Super League. Poi troviamo un difensore marocchino ma di origini portoghesi, con un passato poco fortunato anche in Italia. Il terzo è un’icona del club, uno che  dal 2013 incanta ininterrottamente il Pireo con giocate sopraffini e una tecnica da lasciar senza fiato: è argentino, può permetterselo, veste la 10. Questa stagione, però, è stato messo da parte complice anche qualche problema fisico e il passare degli anni è con lui ingeneroso (compirà 36 anni il 10 giugno). Tuttavia, niente gli ha permesso di risultare comunque decisivo, aiutando la squadra pur senza la verve di qualche anno fa: in termini di esperienza, leadership, tecnica, in questa squadra è insostituibile. Anche se ha segnato su rigore. L’ultimo personaggio è un terzino sinistro spagnolo che la Spagna l’ha lasciata per la prima volta nel 2016 con lo scopo di cercar fortuna qui: ieri non solo è andato per la prima volta in rete, ma si è concesso il lusso di metter a referto una doppietta. Ha scelto il momento migliore, non credete?

  1. Marko Marin prolunga per Sebá, cross morbido dentro dove Romao colpisce di testa. Paschalakis devia provvidenzialmente, ma sulla ribattuta c’è di nuovo il tedesco numero 11 a ribadire dentro trovando il pertugio tra le gambe dell’estremo difensore avversario. Uno a zero per l’Olympiakos, minuto 20, poi corsa liberatoria a festeggiare sotto la curva aprendo le braccia a mo’ di abbraccio.
  2. Calcio d’angolo per i padroni di casa, va Fortounis col destro, traiettoria telecomandata sul palo lontano dove Manuel da Costa irrompe, trova lo spazio per offendere  e di testa va a segno. Due a zero per l’Olympiakos, minuto 23, il centrale che va sotto il Gate 7 a far scorrere il dito a destra e sinistra come a voler indicare ogni singolo tifoso sugli spalti.
  3. Fortounis si trova nella zona di campo adiacente alla bandierina del corner, vede il movimento di Sebá e serve il compagno che dribbla un avversario e calcia di potenza. Paschalakis fa quel che può con l’aiuto del palo, ma il pallone schizza verso il cuore dell’area dove Alberto de la Bella non può aver difficoltà a spingerlo dentro, a pochi centimetri da una porta completamente sguarnita.  Tre a zero per l’Olympiakos, minuto 29′ e pallone raccolto dal sacco prima di ricevere l’abbraccio dei compagni. Forse nemmeno lui credeva di segnare, dunque non si era preparato un’esultanza.
  4. Domínguez riceve palla, nota con la coda dell’occhio che Ansarifard aveva tagliato il campo proprio davanti a lui e lo serve. L’iraniano si gira in un fazzoletto di terra, si accorge di come El Chori avesse seguito l’azione e con un apertura da visionario imbecca il numero 10. In una zona di campo minuscola e con una linea di passaggio che probabilmente solo lui avrà immaginato, Domínguez trova Elyounoussi che non tira ma serve dentro. Il suo assist non è preciso per Sebá, che tuttavia ha la folle idea di proteggere la sfera con un velo sperando in un compagno dalle retrovie. Fortunato o meno, fatto sta che arriva de la Bella che nuovamente a porta libera insacca dentro. Quattro a zero per lì’Olympiakos, minuto 71′ ed entusiasmo liberatorio dello spagnolo. Takis Lemonis sorride dalla panchina, Cambiasso batte il cinque a Retsos. Entrerà poco dopo, El Cuchu, al posto dell’infortunato da Costa.
  5. Diogo Figueiras parte in velocità, poi si accentra di colpo e imbecca Sebá in profondità. Il brasiliano prova a crossare col destro, ma quel che viene fuori è deviato dal capitano del Pas, Alexis Michail, col braccio. Era in scivolata, il tocco però è evidente. Tzilos non ha dubbi, indica il dischetto. Il Chori sorride, prima di tentar la trasformazione dagli undici metri. Forse sa già l’esito del tutto, forse pensa già al modo in cui esultare, probabilmente avrà ringraziato il compagno per essersi procurato il rigore. Rincorsa lunga, Alejandro Domínguez esce dall’area di rigore, poi di precisione infila spiazzando Paschalakis. Cinque a zero per l’Olympiakos, minuto 81, esultanza sobria.

Cinque cartoline, cinque immagini che dal Karaiskakis si elevano a simbolo dello scudetto 2016/17. La Super League, da 7 anni a questa parte, è esclusivamente roba loro. Nulla ha potuto il Pas costretto a cedere dinanzi alla strapotenza di quelli del Pireo, dopo però non aver nemmeno provato ad opporre resistenza. Nulla ha potuto il Paok, che si trova ancora a -6 e dovrà rimandare la scalata al titolo all’anno prossimo (forse). Nulla ha potuto Paulo Bento, col quale la squadra era entrata in crisi, tanto meno il povero Vasilis Vouzas a cui è stato comminato un esonero più per scongiurare i fantasmi che per altro. In ogni modo Takis Lemonis, 57enne di Kolonos, è riuscito a centrare il target. Dal Karaiskakis è tutto, per ora, ci risentiamo nei prossimi giorni per tutto quel che è conseguito al trionfo biancorosso in Grecia. L’Olympiakos è campioneΓεια σου!

Ecco il tabellino:

Olympiakos (4-2-3-1): Kapino; Figueiras, da Costa (dal 64′ Cambiasso), Retsos, de la Bella; Martins, Romao; Marin (dal 46′ Elyounoussi), Fortounis (dal 46′ Domínguez), Sebá; Ansarifard. All. Lemonis

Pas Giannina (4-4-1-1): Paschalakis; Boukouvalas, Berios, Michail, Koutris; Nikolias (dall’89’ Karanikas), Garoufalias, Kozoronis (dal 68′ Nadales), Korovesis; Vidal (dal 46′ Maboulou); Giakos. All. Petrakis

Reti: 21′ Marin, 24′ da Costa, 29′ e 71′ de la Bella, 81′ Domínguez. Ammoniti: Berios (P). Arbitro: Tzilos