Questa sera l’Italia ha la grande occasione di qualificarsi per la prima volta alle Final Four della Nations League. Un torneo giovane e solo al suo secondo anno di vita e che sta iniziando ad appassionare sempre di più gli sportivi di tutta Europa. La vittoria sulla Bosnia avrà però un doppio valore, perché non solo darà il primo posto nel girone, ma permetterà anche di disputare la fase finale nel Belpaese con Milano e Torino già selezionate come sedi. Vediamo ora come si sono comportati gli Azzurri nei cinque più importanti eventi calcistici organizzati nella Penisola.

1) MONDIALE 1934
La Coppa del Mondo era alla sua seconda edizione e l’Italia vi partecipava per la prima volta. Il regime fascista aveva fatto le cose in grande e otto città italiane si erano organizzate per ospitare la manifestazione. Una partita venne disputata a Genova e a Trieste, due a Torino, Firenze (tre calcolando la ripetizione di Italia-Spagna), Bologna e Napoli e tre a Milano e Roma. Fu proprio lo Stadio Nazionale del P.N.F. a ospitare la finale tra Italia e Cecoslovacchia, una partita che diede agli Azzurri il primo storico successo Mondiale. Puč portò in vantaggio gli ospiti, ma Mummo Orsi pareggiò nel finale portando la sfida ai tempi supplementari e Angelo Schiavio con un sinistro all’incrocio trafisse Plánička per la rete del trionfo.

 

2) EUROPEI 1968
Gli Europei si disputavano in maniera similare a questa Nations League e la fase finale si sarebbe disputata solo tra le ultime quattro. Fu il centro-sud a essere premiato con le semifinali che vennero giocate a Firenze e Napoli e le finali a Roma. L’Italia si presentò al San Paolo per la sfida contro l’Unione Sovietica decisa solo dal lancio della monetina, mentre all’Olimpico si dovette andare alla ripetizione. L’1-1 dei primi centoventi minuti non bastò a decretare una vincitrice e due giorni dopo Valcareggi rivoluzionò la squadra. I mattatori furono Riva e Anastasi che segnarono i due gol della vittoria per il primo, e oggi unico, titolo continentale degli Azzurri.

 

3) EUROPEO 1980
Nel 1980 l’Europeo cambiava volto e raddoppiava il numero di partecipanti. Otto nazionali distribuite in due gironi da quattro per dare alla competizione maggiore prestigio. L’Italia venne scelta come prima nazione per ospitare il torneo, ma l’organizzazione fu abbastanza cervellotica. Le scelte di Milano e Torino al nord e Roma e Napoli al centro-sud sembravano permettere una corretta suddivisione dei gironi, ma incredibilmente nell’ultima giornata le sedi si invertirono. Questo permise all’Italia di giocare in tutti e quattro gli impianti, ma il passaggio dal Comunale all’Olimpico a distanza di tre giorni fu fatale portando a uno 0-0 con il Belgio che diede solo all’accesso alla finalina contro la Cecoslovacchia. Al San Paolo vennero calciati l’incredibile numero di sedici rigori realizzati consecutivamente prima dell’errore di Collovati e la successiva rete della vittoria di Barmoš.

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4) MONDIALE 1990
Il più grande evento mai organizzato nel Belpaese, un Mondiale che tornava dopo cinquantasei anni ma che prevedeva più squadre, più partite e molta più televisione. Vennero scelte dodici città di dodici regioni diverse e per la prima volta anche le isole ebbero il loro spazio, Palermo per la Sicilia e Cagliari per la Sardegna. Roma, Napoli, Milano e Torino rimanevano gli stadi principali, ma a sorpresa San Siro rimase fuori dalle ultime quattro gare per fare posto al nuovo San Nicola di Bari che avrebbe ospitato la finale per il terzo e quarto posto. Alla Scala del Calcio toccò comunque l’onore della gara inaugurale tra Argentina e Camerun. Dopo ventidue anni tornava Firenze e dopo cinquantasei anche Bologna e Genova, mentre debuttava il Veneto con Verona e si cambiava in Friuli-Venezia Giulia passando da Trieste a Udine. L’Italia allenata da Vicini giocò un gran calcio e creò un rapporto magico con l’Olimpico dove vinse tutte le prime cinque partite senza mai subire gol. Il passaggio al San Paolo fu però fatale e l’Argentina di Maradona passò ai calci di rigore.

 

5) EUROPEO UNDER 21 2019
La pessima costruzione di vari impianti nel 1990 ha portato a un lungo periodo senza che Uefa e Fifa assegnassero più tornei continentali all’Italia e fa ancora male la perdita dell’Europeo 2012 a favore di Polonia e Ucraina. Nel 2019 però ecco il primo spiraglio con l’organizzazione per la prima volta dell’Europeo Under 21. In realtà fu torneo organizzato con San Marino, ma la distribuzione fu chiaramente maggioritaria nel Belpaese. Essendo un torneo giovanile le grandi metropoli vennero accantonate e furono il Friuli-Venezia Giulia con Udine e Trieste, l’Emilia con Reggio e Bologna e la Romagna con Cesena e il piccolo Stato indipendente di San Marino a distribuirsi i tre gironi. Gli Azzurrini si trovarono in un girone di ferro con Spagna, Polonia e Belgio vincendo due partite, ma rimanendo esclusi per la differenza reti dalle semifinali. Non bastò il grande successo del Dall’Ara contro le Furie Rosse e furono proprio gli iberici a passare e a vincere la finale contro la Germania.

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