Nel suo inconfondibile stile Zlatan Ibrahimovic ha annunciato al mondo la sua prossima meta: sarà Manchester la nuova casa del campione svedese, chiamato a risollevare le sorti di uno United che ha disperatamente bisogno di una scintilla per poter tornare a dominare la scena del calcio europeo.

Una situazione del tutto analoga a quella che si viveva nell’autunno del 1992, quando i Red Devils faticavano a restare al passo con le più grandi d’Inghilterra. La scintilla allora arrivò sotto forma di Eric Cantona, il genio ribelle del calcio che con le sue prodezze sul campo e il suo temperamento da bad boy riuscì ad incantare tutto il popolo dell’Old Trafford.

Come il francese appena una generazione prima, anche Ibrahimovic è un mix affascinante di magia e caos, un trascinatore delle masse, un giocatore in grado di vincere praticamente tutto (Champions League a parte) senza dire una parola. E proprio come Cantona, lo svedese non è di certo un uomo tranquillo, uno di quelli vincolati alle regole della buona educazione o alla diplomazia.

Entrambi sono contraddistinti dalla capacità di stupire i tifosi con giocate audaci, folli gesti (come il famoso calcio dato da Cantona ad un malcapitato tifoso) e trucchi di magia messi in scena sul campo che sembrano usciti direttamente dalla penna di JK Rowling.

La forte arroganza però è pienamente giustificata dalle grandi  prestazioni offerte sul campo: da Milano a Parigi, passando per Barcellona, Zlatan Ibrahimovic è stato sinonimo di successi, la chiave imprescindibile per la vittoria, il tassello più importante per qualsiasi squadra; Cantona invece sarà ricordato per sempre come il genio indisciplinato che, seppur per un breve periodo, ha del tutto stravolto l’Inghilterra calcistica.

Ibrahimovic e il mito di Cantona

Non è soltanto un carattere ingombrante e a volte troppo irruento ad accomunare il bomber svedese al più grande giocatore del XX secolo. Quando nel novembre del 1992 Sir Alex Ferguson si aggiudicò Eric Cantona per la modica cifra di 1.2 milioni di sterline, il suo compito era già chiaro a tutti: quello di riportare al Manchester United la giusta gloria ed un titolo che mancava dal lontano 1967. Il francese non se lo fece ripetere due volte: in 5 stagioni lo United vince 4 volte il campionato e 2 volte la FA Cup.

Anche Ibrahimovic ha una missione simile: riportare in alto i Red Devils dopo una stagione deludente e prendersi finalmente una rivincita contro i fastidiosi vicini del City. A 34 anni lo svedese non ha più nulla da dimostrare, ma Mourinho punta forte su di lui per galvanizzare uno spogliatoio deluso e trascinare una squadra intera verso la vittoria.

Il kick off di questa nuova ed esaltante esperienza è previsto il 13 agosto a Bournemouth: non sarà facile giocare con la pesante ombra di Cantona alle spalle, ma Ibrahimovic non si lascerà di certo intimorire.