Sarebbe ingeneroso parlare di un Mauro Icardi che non segnava dallo scorso 29 Febbraio in una partita ufficiale prima della doppietta al Reims di domenica scorsa. L’interruzione della Ligue 1 a causa del coronavirus rende il digiuno dell’attaccante argentino meno assurdo di quanto dica questa data, ma la presenza impalpabile di Icardi contro l’Atalanta in Champions e i 270 minuti di panchina tra ottavo di ritorno, semifinale e finale hanno gettato dubbi sulle condizioni fisiche dell’ex Inter.

Tra campionato, Champions, Coupe de la Ligue e Coupe de France, Mauro Icardi ha mancato l’appuntamento con il gol per 10 partite ufficiali segnando soltanto nelle amichevoli contro Le Havre e Waasland-Beveren.

 

Icardi

Photo by FRANCK FIFE / AFP (Photo by FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

 

La partita dello Stade Auguste-Delone ha riportato alla vista e alla memoria il Mauro Icardi che tutti abbiamo visto in Italia e nei primi mesi parigini. Un bomber che sente la porta e il marcatore come poche altre cose: la prima rete nasce da una splendida iniziativa di Mbappé nello stretto. Icardi si muove dietro Abdelhamid sfruttando il taglio del talento francese e, tenendosi alle spalle Maresic sul filo del fuorigioco, riceve il pallone in profondità creandosi lo spazio per il diagonale vincente. Tantissimi dei suoi gol in carriera sono nati da situazioni analoghe: una delle reti in cui ha mostrato meglio questo tipo di inserimenti alle spalle è l’andata tra Inter e Juve nel campionato 2013-14.

Quando Ricky Alvarez ruba il pallone a Chiellini, Icardi studia già come inserirsi con il giusto tempismo. Bonucci tenta il raddoppio in ritardo sulla transizione dell’ex Velez, Barzagli si accorge tardi del movimento di ‘Maurito’ permettendogli di ricevere comodamente il pallone. Solito movimento, palla sul destro e gol come logica conseguenza del suo lavoro tra le maglie di una delle difese più arcigne degli ultimi anni.

Il gol della doppietta contro il Reims è una facile appoggio in rete. Di fatto, è servito soltanto a innalzare il morale dell’argentino. Segnare aiuta a segnare e aver rivisto il Mauro Icardi di sempre può fare solo bene al PSG. Di fatto, questa nuova-vecchia versione dell’ex capitano dell’Inter è quantomai necessaria per rivedere il PSG ad altissimi livelli. Possiamo parlare di nuovo acquisto?