Non solo Higuaín e Carlos Vela, nel campionato statunitense c’è un altro grande attaccante che dal vecchio continente è approdato in MLS con la speranza e l’ambizione di riuscire a regalarsi altri anni di gol e successi. Javier “Chicharito” Hernández, ritornato nel continente americano dopo la lunghissima campagna nel calcio europeo.

Classe 1988, tanta esperienza e tanti gol segnati in giro per i grandi campionati, dal Manchester (2 Premier League e 3 Community Shield vinti con i Red Devils) passando poi per Real Madrid, Bayer Leverkusen, West Ham e Siviglia, esperienza che ha segnato la fine del suo cammino europeo.

Qui infatti non è mai riuscito a trovare spazio e continuità di rendimento come testimoniano gli appena 3 gol in 15 presenze raccolti durante tutta la sua esperienza nel capolouogo Andaluso. Già chiuso da Luuk De Jong, con l’arrivo a gennaio di Youssef En-Nesyri, Chicharito ha deciso di lasciare il Siviglia alla ricerca di una nuova avventura per la sua carriera e questa volta l’ha chiamato è arrivata dagli Stati Uniti.

Roba da grande sceneggiatore hollywoodiano, per un ingaggio di lusso da parte dei Los Angeles Galaxy, nuova esperienza che ha un grande filo conduttore con il passato. Nella Los Angeles del calcio c’è un grande derby, detto El Tráfico, con gli LA FC: forse non famoso e popolare quanto quello in versione Nba, ma sicuramente adatto per scatenare un giocatore come il Chicharito che in carriera ha giocato partite sentitissime dal Clásico messicano tra Chivas e Club América a quello di spagnolo, passando per le forti rivalità di Londra, Madrid e Siviglia.

messico vela chicharito

(Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

Ad aiutarlo poi c’è anche un caro amico, il connazionale e compagno di tante battaglie con la maglia del Messico, l’ex Arsenal Carlos Vela che nella più grande città americana ha segnato 50 gol in appena due stagioni diventando un’istituzione della MLS grazie al suo livello.

Le prospettive per fare bene dunque c’erano tutte, anche quelle più “cabalistiche” del caso. Purtroppo però il calcio è tutto fuorché una scienza esatta e appena due giorni dopo il suo primo gol con la maglia dei Galaxy, siglato nella sfortunata sconfitta con i Portland Timbers, Hernández a causa di uno stiramento è stato costretto a stare ai box per due mesi saltando 14 partite tra MLS e “MLS is back”, il torneo organizzato dopo la pausa forzata per l’emergenza Covid.

Il rientro non è stato facile per Chicharito e per i suoi Galaxy, tutt’altro: la squadra ha perso 8 partite delle 12 giocate dal suo rientro con sole 7 presenze senza gol per il messicano.

Il lungo digiuno però è terminato questa notte quando nella ripresa del match contro il Seattle Sounders ha trovato il gol del momentaneo vantaggio (pareggiato solamente in pieno recupero) ai Galaxy, che hanno perso la possibilità di giocarsi i playoff: a una sola partita da giocare contro i Vancouver Whitecaps, il bilancio della prima stagione di Chicharito negli States non può certo definirsi positivo, ma è lecito aspettarsi un miglioramento il prossimo campionato sperando che gli infortuni abbiano finito di tormentarlo.

Magari per diventare decisivo anche nel Tráfico di Los Angeles, l’ennesimo derby della sua carriera che può stimolare un’istituzione del calcio messicano come lui a trovare gli ultimi squilli di una bellissima carriera.

Alessio Brucoli