Una doppietta tra primo e secondo tempo, per sbloccare la gara al suo Atlético: Joao Felix si è caricato sulle spalle i colchoneros nel largo successo contro l’Osasuna. Finalmente, verrebbe da dire.

Joao Felix: La nuova realtà, le pressioni e la responsabilità

Il ’99 portoghese, preso la scorsa estate dal Benfica per i 126 milioni di euro richiesti dalla clausola, aveva finora alternato ottime gare a qualche black out di troppo. Certo, il prezzo pagato ed il compito di rimpiazzare uno come Griezmann erano probabilmente le premesse più pressanti da addossare ad un ventenne. La responsabilità, alla lunga, pare averlo riportato sui giusti binari: gli infortuni che ne hanno limitato l’impiego lo hanno restituito a Simeone più decisivo e cinico rispetto ad inizio stagione. Delle 6 marcature alla prima stagione in Liga, 4 sono arrivate nel 2020: le reti contro Villarreal e Siviglia, prima del lockdown, e la doppietta nello 0-5 al Reyno de Navarra. Una vittoria solida, importante, quest’ultima: l’Atleti ha davanti a sé 9 gare restanti ed un quarto posto che vanta, però, due soli punti di vantaggio su una Real Sociedad con una gara in meno.

Insomma, il portoghese ha l’obbligo di caricarsi per quanto più gli sia possibile la sua squadra sulle spalle. L’esito di questa volata finale determinerà, per i colchoneros, l’accesso alla prossima Champions League: mancare sarebbe clamoroso, visti anche i quarti da disputare per l’attuale stagione.

ANDER GILLINEA/AFP via Getty Images

Tecnica, talento e tanta fame

Sì, avevamo lasciato Joao Felix & Co. a giocarsela col Liverpool, ad Anfield, dopo l’1-0 maturato al Wanda Metropolitano. Un’impresa, quella degli uomini del Cholo, che passarono 2-3 contro i Reds e li ritroveremo in campo per i quarti ad agosto. Anche lì, il talento portoghese aveva fornito un’ottima prestazione, a consolidare il crescendo avuto da inizio 2020: tanto sacrificio in fase difensiva ed un assist per Marcos Llorente. Lucido, generoso: una giocata di alto livello in una partita fondamentale.

La doppietta rifilata all’Osasuna può dare un quadro abbastanza preciso del percorso che Joao ha intrapreso: la prima rete, scaraventando una palla vagante all’incrocio; la seconda, spingendola a porta sguarnita. Scaltrezza e freddezza. Nell’anno in cui il Simeone ha tentato di stravolgere i punti cardine del cholismo per avere una squadra che giocasse più il pallone e dominasse gli avversari, l’epilogo è stato sempre lo stesso: la grinta ha trascinato l’Atletico Madrid ai quarti di Champions e deve portare i suoi ragazzi a riconquistarla in campionato. Con un Joao Felix che, ora sì, è tanto talentuoso quanto affamato.