Il primo Klassiker della stagione si giocava all’Allianz Arena e metteva in palio la Supercoppa di Germania. Il Bayern Monaco cercava il quinto trofeo consecutivo mentre il Dortmund voleva dimostrare di poter competere contro la squadra, attualmente, più forte del mondo. E’ stato un match in cui il BVB, nonostante le solite sbavature (il primo gol preso su contropiede da un calcio d’angolo a favore), ha saputo mettere in difficoltà i bavaresi grazie al pressing e alla costante ricerca della profondità. Il problema, però, è stato non concretizzare le occasioni avute e con il Bayern non te lo puoi permettere; a punire le Wespen ci ha pensato Kimmich con una vera e propria acrobazia.

Kimmich e il quinto trofeo del Bayern

Un Bayern senza Sané, Goretzka, Alaba e Boateng (gli ultimi due, convocati, sono rimasti in panchina) si prende anche la Supercoppa di Germania e lo fa di voglia, carattere e forza. Un successo maturato grazie al solito Kimmich; il tuttofare dei bavaresi ha preso per mano la squadra e, con un contropiede iniziato e finalizzato, decide una sfida piuttosto complicata. Flick si è presentato a questo appuntamento con una coppia difensiva inedita: Javier Martínez e Süle non giocavano insieme da febbraio 2018 in casa del Wolfsburg. Il Bayern, però, è una squadra troppo forte e nonostante l’interesse per questo trofeo fosse minimo ha trovato il modo di portarlo a casa.

Hummels, Favre e i soliti rimpianti 

La Supercoppa, in Germania, non ha grande importanza ma al Dortmund avrebbe fatto molto comodo; tornare a casa con il trofeo avrebbe potuto dare una spinta fondamentale nella stagione del BVB. Ecco perché risulta poco spiegabile la decisione di Favre di cambiare Haaland in un momento in cui l’attaccante norvegese, con la sua velocità, stava mettendo in crisi la difesa avversaria. Una volta uscito il centravanti di riferimento la squadra ha abbassato il baricentro permettendo al Bayern di vincere la gara.

Al Borussia non è servito neanche il talismano Hummels; il difensore, fino a questa sera, aveva vinto tutte e sei le finali giocate (tre con il Bayern, tre con il BVB). Il Dortmund torna a casa con delle note positive, l’aver messo in seria difficoltà i campioni di tutto, ma anche la solita sensazione di non riuscire a fare il definitivo salto di qualità.