Prima o poi finiscono tutte le storie, anche quelle meravigliose. La parabola di Santi Cazorla e del Villarreal è terminata qualche giorno fa dopo 329 partite, 57 gol e 57 assist con il submarino amarillo. L’ultima rete con la maglia gialla l’ha segnata al novantesimo in una Catedral vuota contro una Real Sociedad che tentava invano di infrangere la rincorsa europea del Villarreal. Rincorsa concretizzata dopo la pausa a causa del coronavirus in cui il submarino ha totalizzato ben 22 punti in 11 giornate. Ma l’addio del numero 8 non è stato l’unico a Vila-Real, con lui si è infatti ritirato Bruno Soriano, il calciatore con più presenze nella storia del club, due autentiche leyendas groguetas.

Difficile rimanere indifferenti ad addii così significativi nel calcio moderno. Bruno Soriano è stato il tifoso, Santi Cazorla la stella di un club approdato per la prima volta in Liga poco più di vent’anni fa (’97-98) e che in queste due decadi ha vissuto i momenti più importanti della sua quasi centenaria storia. Santi ne è stato il protagonista nonostante sia volato prima a Malaga e poi a Londra. E la differenza ha continuato a farla al suo ritorno, quando nessuno si aspettava di vederlo mai più in campo. Ha concluso la stagione corrente con 11 reti e 10 assist trasformandola nella migliore, a livello realizzativo, delle undici disputate in Liga. A 35 anni si è caricato il peso della squadra sulle spalle, senza che glielo chiedesse nessuno, e con l’entusiasmo di un ragazzino ha guidato il Villarreal a un traguardo difficilissimo.

Abbiamo raccontato del suo calvario, del ritorno in campo e del ritorno al gol, non potevamo non omaggiarlo dopo la sua ultima (forse) stagione in Liga. Nel video tre minuti e trentotto secondi che riassumono un calciatore straordinario e il suo amore per il club che gli ha permesso di diventarlo.

Un addio imperfetto, come è stato quello di Aduriz, perché leggende di questo calibro avrebbero desiderato e meritato il caloroso saluto della gente, di tutti coloro che li hanno stimati e difesi in questi anni. Un addio che non è un addio. Nell’ultima parte di questo commovente ringraziamento a tutti (Bruno, il Villarreal, i medici, i tifosi) Santi lascia aperta una porta che nessuno penserebbe mai di chiudergli. È lui che ha deciso di echarse a lado perché non sopporta più gli sforzi fisici e mentali che richiede un campionato come LaLiga e una squadra come il submarino. L’Al Sadd, allenato dall’amico Xavi, ha già ufficializzato il suo acquisto e il Villarreal ha preso come allenatore Unai Emery, ma mai dire mai perché il passato spesso si ripete e Santi spera que no sea un adiós, sino un hasta luego. 

E quindi arrivederci Santi!