Lo stesso stadio, lo stesso prato che lo ha abbracciato per il lunghissimo minuto in cui il suo cuore si è fermato. E lo stesso pubblico terrorizzato che questa volta può finalmente esultare: Christian Eriksen ha chiuso il cerchio che si era aperto a giugno, con il terribile malore che lo ha colto durante l’Europeo. Il danese ha vinto ed è riuscito anche a farsi pagare con gli interessi da un destino che poteva deviare bruscamente il suo percorso.

Sembrava difficile rivederlo ai livelli di un tempo dopo aver attraversato la tempesta più nera, ma è bastata una settimana a Eriksen per lanciare un segnale chiarissimo a tutti i tifosi e ribadire che il peggio adesso è stato messo alle spalle. Ha cominciato nell’amichevole internazionale con l’Olanda, con il primo gol segnato di questa sua nuova vita dove tutto sembra essere tornato al proprio posto: gli è bastato poco più di un minuto per entrare in campo con la maglia della Danimarca e lasciare il segno sul momentaneo 3-2, primo sigillo che avrebbe dato vita ai giorni della rinascita. Lo step più difficile era il ritorno al Parken, uno stadio che inevitabilmente gli avrà evocato paure e ricordi peggiori. Lì si è accasciato al suolo in quel tragico pomeriggio, ma contro la Serbia ha trovato il secondo gol consecutivo, oltretutto da capitano.

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Sarà stata pure un’amichevole, ma la rete arrivata in quelle circostanze assume un peso specifico davvero importante per la vita di Eriksen che scaccia via il periodo peggiore della sua vita come sa fare meglio, disegnando calcio con il pallone tra i piedi. La vendetta è servita ma non basta, perché il danese punta forte sulla Premier League, la sua casa per tanti anni con la maglia del Tottenham, e sceglie la partita in casa con il Chelsea per sbloccarsi nel ritorno in terra inglese. Incontenibili i compagni e i tifosi del Brentford, la squadra dalla quale ha deciso di ricominciare e che adesso vola grazie anche al suo entusiasmo.

Tre gol in sette giorni sono la soddisfazione più bella per Eriksen e per chi in questi mesi terribili non ha smesso di sostenerlo. Ma sono anche l’unico modo per alimentare la speranza di rivederlo presto a grandi livelli ancora per tanti anni, com’è giusto che sia per un giocatore dal grande talento. Ma nonostante tutto per Eriksen la vittoria più bella è già stata archiviata.