Il primo quarto di finale di questo bellissimo europeo metteva di fronte Svizzera e Spagna; i ragazzi di Petkovic, dopo la clamorosa impresa contro la Francia, volevano continuare a sognare. Discorso completamente diverso per la Roja che arrivava a questo appuntamento con i favori del pronostico ma anche con il bisogno di cancellare gli errori, soprattutto difensivi, mostrati nel pirotecnico cinque a tre rifilato alla Croazia. Partita tutto sommato equilibrata nonostante l’espulsione, decisamente esagerata, di Freuler; con l’uomo in meno la Svizzera ha cambiato, per forza di cose, atteggiamento riuscendo comunque a mantenere una buona fase difensiva. Alla fine Shaqiri e compagni sono andati solamente vicini a compiere un’altra grande impresa; ai rigori è passata la Spagna grazie ai tre errori dei ragazzi di Petkovic e al gol di Oyarzabal. Ora per la Roja la vincente di Italia e Belgio.

Svizzera, sogno spezzato

In molti si aspettavano una Svizzera stanca, incapace di replicare la prova mostrata con la Francia soprattutto dal punto di vista fisico; la nazionale elvetica, invece, ha disputato un’altra grandissima partita. Il sogno di accedere alla semifinale è stato spezzato dalla lotteria dei calci di rigore dove sono arrivati tre errori su quattro; un film già visto della nazionale elvetica che nel 2006, contro l’Ucraina, sbagliò tutti i tiri dal dischetto. Il rammarico è tanto anche se questa squadra ha fatto, probabilmente, più di quello che si poteva aspettare.

Spagna, pochi sorrisi

La Spagna doveva dimostrare di essere migliorata dal punto di vista difensivo; missione fallita visto il clamoroso errore poco prima del pareggio. Ancora una volta Luis Enrique ha stupito a livello di scelte ma, anche oggi, ha avuto ragione lui. Roja in semifinale dell’europeo anche se ci sta poco da sorridere; oggi la nazionale spagnola non ha disputato una grande partita sul piano del gioco e, anche quando ha avuto il vantaggio della superiorità numerica, non ha mai dato l’impressione di poter prendere completamente le redini della gara. Per andare in finale, indipendentemente dall’avversario, servirà una prestazione completamente diversa