Due partite sono troppo poche per giudicare un calciatore, ma l’avventura di Gianluca Lapadula con la maglia del Perù difficilmente darà grosse soddisfazioni. Non è tanto la doppia prestazione anonima, che è anche comprensibile visto che si è ritrovato in una nazionale in cui non conosceva nessun compagno, quanto il fatto che il suo status non sia così grande da alterare il valore della squadra.

Vero, il Perù non ha eccellenze praticamente in nessun reparto, soprattutto se si esclude Paolo Guerrero che al momento non è disponibile per giocare agli ordini di Gareca, ma questa convocazione in ogni caso non potrà essere determinante per ripetere l’impresa dell’edizione scorsa delle qualificazioni. Allora il Perù riuscì a qualificarsi, ma in maniera miracolosa, ed è opportuno dirlo: la nazionale ha vissuto degli anni d’oro arrivando persino alla finale di Copa América, ma globalmente non si può considerare tra le prime cinque del continente, a maggior ragione con il passare degli anni, visto che tracce di ricambio generazionale non sembrano esserci.

E infatti a rappresentare la novità per questa nazionale è proprio Gianluca Lapadula, sostanzialmente un acquisto di mercato vista l’età. Si toglierà le sue soddisfazioni, sicuramente: arriverà a segnare i suoi primi gol e forse sarà anche decisivo in qualche partita, ma al momento del ritorno di Paolo Guerrero, che a marzo dovrebbe essere comunque pienamente arruolabile, difficilmente avrà un ruolo da protagonista. La sua convocazione dipende essenzialmente dal fatto che non ci siano altri centravanti convocabili oltre al Depredador, con Ruidíaz che è una punta leggera e Farfán che non è di certo un numero 9.

Ma si è creato eccessivo entusiasmo per un calciatore che comunque si deve andare a confrontare con un livello altissimo: in Sudamerica ci sono nazionali davvero forti, alcune fuori portata al momento per il Perù, e che sia lui a metterle in ginocchio è alquanto improbabile. Potrà essere utile in gare come quelle contro le ultime della lista, ma una volta recuperato Guerrero è anche difficile immaginare che trovi spazio, visto che Gareca, forse anche per la scarsa disponibilità nel ruolo, non ha mai usato moduli a due punte.

Insomma chi si aspetta un Perù trascinato dai gol di Lapadula probabilmente rimarrà deluso, perché comunque sta vestendo una maglia pesante in un torneo di discreto livello, dove un calciatore dall’onesta carriera come lui può fare il giusto. Non è un problema di Lapadula Gianluca, è un problema che si ha a volte nella percezione di certe nazionali, guardate come una sorta di terzo mondo calcistico, quando invece hanno dalla loro anche elementi che fanno bene in campionati poco osservati come quello messicano, che nasconde talenti più performanti di quelli delle nostre basse classifiche.

E infatti non è un caso che a fare bene sia una nazionale come l’Ecuador, che in Europa sta cominciando solo ora a esportare talenti, ma che li ha saputi coltivare benissimo in questi ultimi anni finendo per costruire una nazionale giovane e competitiva. Il Perù al contrario è una squadra vecchia, che per ripetere le grandissime imprese degli ultimi anni avrebbe bisogno di altro rispetto a un “meglio di niente”.