Alle 18.45 l’Inter scenderà in campo sul prato di San Siro per sfidare lo Shakhtar Donetsk in una sfida decisiva in vista della qualificazione agli ottavi di finale. Infatti, se il Real Madrid non dovesse incappare in un’altra clamorosa sconfitta contro lo Sheriff Tiraspol, ai nerazzurri di Inzaghi basterebbe un successo contro gli ucraini per passare al turno successivo, impresa sempre sfuggita negli ultimi tre anni. Ha sempre fatto suscitato scalpore vedere la Beneamata così in difficoltà nella fase iniziale, ma ora può finalmente tornare a competere a grandi livelli e passare nella fase a eliminazione diretta come in queste ultime cinque occasioni

CHAMPIONS LEAGUE 2007-08
Nell’ultimo anno della prima era di Roberto Mancini, l’Inter sembrava essere costruita per dominare ancora in Italia e imporsi in Europa. L’inizio in Champions League fu però molto complicato, dato che all’esordio arrivò una sconfitta per 1-0 per mano del Fenerbahçe in seguito a una splendida girata di David. A quel punto però uscì tutto lo strapotere di Zlatan Ibrahimović che visse un raggruppamento iniziale da sogno. Con un rigore e una palombella di testa da posizione impossibile regalò il 2-0 interno contro il Psv Eindhoven e soprattutto fu protagonista della splendida rimonta interna con il Cska Mosca. Nella Capitale la russa era arrivata una vittoria sofferta per 1-2 grazie alle reti di Crespo e Samuel, nata da una papera del portiere Mandrykin, ma a San Siro furono gli ospiti a portarsi sullo 0-2. Cambiasso fu autore di una doppietta e anche l’Airone svedese volle seguirlo e la rete del poker fu un autentico capolavoro con un destro violentissimo all’incrocio dei pali. La qualificazione e il primo posto nel girone arrivarono tra le mura amiche contro il Fenerbahçe grazie a un netto 3-0 firmato da Cruz, Ibrahimović e Crespo e nell’inutile ultima gara di Eindhoven arrivò anche il quinto successo grazie a un comodo appoggio in rete del Jardinero.

Photo by Michael Steele/Getty Images)

 

 

 

CHAMPIONS LEAGUE 2008-09
L’era di José Mourinho era appena iniziata e il girone iniziale della Champions League 2008-09 sembrava essere ampiamente superabile. Non vi erano squadre di primissimo livello e tutto andò come nelle previsioni nel girone d’andata. Nell’esordio di Atene contro il Panathinaikos furono i brasiliani Mancini e Adriano a chiudere i conti, mentre in casa con il Werder Brema fu Claudio Pizarro a pareggiare a sorpresa il vantaggio di Maicon. La vittoria di misura contro i ciprioti dell’Anorthosis grazie all’incornata dell’Imperatore portò i nerazzurri a sette punti e con un piede già agli ottavi, dando così vita al disastroso ritorno. A Nicosia la sconfitta venne evitata solo nel finale dal colpo di testa di Cruz, dato che non erano bastate le reti Balotelli e Materazzi per avere meglio dei modesti isolani e la qualificazione arrivò nel turno seguente, nonostante l’Inter venisse sconfitta per 0-1 dal Panathinaikos. Il primo posto divenne a rischio e venne perso definitivamente nell’ultima giornata in seguito di un’altra deludente sconfitta per 2-1 a Brema.

Photo by Hamish Blair/Getty Images)

 

 

 

CHAMPIONS LEAGUE 2009-10
La stagione 2009-10 sarà per sempre ricordata come l’annata più memorabile in tutta la storia dell’Inter, con la squadra capace di raggiungere un favoloso traguardo come il Triplete. La fase più complicata di tutto il percorso in Champions League fu però sorprendentemente la fase a gironi, dove la Beneamata andò incontro a una serie incredibile di problemi. Nella gara inaugurale trovò un ottimo 0-0 interno contro il Barcellona campione in carica, ma furono Rubin Kazan e Dinamo Kiev a sorprendere i nerazzurri. Non bastarono le reti di Dejan Stanković per evitare l’1-1 in terra di Russia e il 2-2 interno contro gli ucraini, con il secondo pareggio realizzato da Walter Samuel. Si andò così a Kiev con l’obbligo di vincere e fino a due minuti dalla fine era una rete di Shevchenko a decidere la sfida. Nel recupero uscì però tutto l’orgoglio interista che prima pareggiò con Milito e poi andò a vincere con Wesley Sneijder. La pesante sconfitta per 2-0 del Camp Nou rimandò tutto all’ultima gara dove le reti di Eto’o e Balotelli furono decisive per piegare la resistenza del Rubin Kazan.

Photo by Jasper Juinen/Getty Images)

 

 

 

 

CHAMPIONS LEAGUE 2010-11
L’Inter si approcciava alla Champions League 2010-11 come la squadra campione d’Europa in carica, ma l’addio di José Mourinho dalla panchina meneghina aveva destabilizzato l’ambiente. Rafa Benítez non riuscì a entrare nel cuore dei giocatori come aveva fatto il tecnico lusitano e nella prima partita del girone arrivò solamente un deludente 2-2 in casa del Twente grazie ai gol di Sneijder ed Eto’o. A Milano contro il Werder Brema furono ancora questi due a divertirsi per il 4-0 finale e fu davvero pazza la terza gara con il Tottenham. Javier Zanetti, Dejan Stanković e una doppietta del camerunense portarono i milanesi sul 4-0 già nel primo tempo, ma una pazzesca tripletta di Bale riaprì la sfida facendo temere il peggio. Le avvisaglie di San Siro si trasformarono in realtà a Londra, con gli Spurs che vinsero per 3-1 rendendo vana l’ennesima rete di Eto’o, ma fortunatamente al Meazza contro il Twente ci pensò una gran girata di sinistro di Cambiasso per l’1-0 che valse la qualificazione. Inutile, ma comunque umiliante, il 3-0 subito nell’ultima giornata a Brema contro il Werder, con il tecnico spagnolo che inserì dal primo minuto una serie incredibile di ragazzi della Primavera.

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

 

 

 

 

CHAMPIONS LEAGUE 2011-12
Era passato solamente poco più di un anno, ma l’Inter 2011-12 sembrava già essere lontanissima da quella splendida creatura del 2010. La stagione iniziò con Giampiero Gasperini in panchina e in Champions League si iniziò come peggio non si poteva, con il Trabzonspor che vinse per 0-1 a San Siro. Già nella seconda giornata del girone ci fu Claudio Ranieri in panchina e a Mosca grazie a Lucío e Pazzini le cose si misero bene, ma il Cska rimontò sul 2-2. A pochi minuti dalla fine ci pensò però Mauro Zárate con uno splendido destro in corsa a riportare in vantaggio i nerazzurri. Pazzini risultò decisivo anche nella trasferta francese con il Lille, mentre a San Siro furono Samuel e Milito a spazzare via i transalpini per 2-1. I nove punti consecutivi sistemarono la classifica e con l’1-1 di Trebisonda firmato da Ricky Álvarez arrivò il primo posto matematico con una giornata d’anticipo rendendo così indolore la sconfitta interna per 1–2 con il Cska Mosca.

Photo by Jamie McDonald/Getty Images)