La carriera di Javi Calleja sembra andare sempre nel verso contrario dei suoi risultati. Quando va male arrivano occasioni importanti, quando va bene deve ricominciare da capo: tutto un grande controsenso che però rimane particolarmente pertinente in una Liga che continua a essere molto confusionaria.

Lo scorso anno aveva cominciato malissimo la propria Liga, crollando in un periodo nero con sei partite senza ottenere alcun successo. Eppure, nonostante le intenzioni della dirigenza sembravano essere quelle di trovare il più in fretta possibile un sostituto, rimane sulla panchina del Villarreal trovando in maniera del tutto inaspettata una rimonta di altissimo livello. La squadra dalla seconda metà della classifica è riuscita a qualificarsi per l’Europa League senza dover passare dai turni preliminari e per alcune settimane ha persino sognato di attaccare la zona Champions League del Siviglia.

Nel mese di gennaio vinse tutte le partite stagionali iniziando la rimonta che poi avrebbe riportato il Submarino Amarillo in Europa. Eppure nonostante la bella cavalcata la dirigenza decise di non rinnovargli la fiducia, preferendo un veterano come Unai Emery, forse più adatto per gli scenari di Europa League. Ma non è finita: perché la sua ascesa non gli ha portato altro che un ridimensionamento, paradosso incalcolabile della sua carriera, che invece che stabilizzarsi su squadre di fascia medio-alta, ripartirà dai fondali della classifica.

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Calleja ricomincia dal Deportivo Alavés, attualmente la peggiore squadra della Liga. I baschi sono ultimi in classifica, sorpassati anche dall’Huesca nell’ultimo turno, e hanno il peggior momento di forma assoluto del campionato con un solo punto ottenuto nelle ultime cinque partite. La gestione Abelardo è stata stavolta un vero disastro, con appena 5 punti in 11 partite, peggio anche del suo predecessore Pablo Machín che quantomeno aveva la media di 1 punto a partita e soprattutto non era arrivato a rompere totalmente con la stella della squadra Lucas Pérez.

L’ultimo match poi ha fatto definitivamente saltare la panchina, non tanto per il risultato, negativo come tutti gli altri della sua gestione, quanto per il modo in cui è arrivato, visto che al 20′ la gara era già chiusa con un pesantissimo parziale di 3-0 contro il Celta Vigo, squadra destinata a ottenere una salvezza molto tranquilla. L’Alavés è sembrata una squadra rassegnata alla retrocessione nonostante la salvezza sia distante solamente 3 punti e sarà proprio lì che Calleja dovrà cercare di basare il suo lavoro.

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Ripristinare psicologicamente un gruppo che non vale l’ultimo posto in classifica, cercando una rimonta simile a quella del suo Villarreal dell’anno scorso. E chissà se in caso di una salvezza che a oggi appare veramente complicata, la carriera di questo allenatore vivrà un altro paradosso o avrà finalmente risvolti in linea con quanto fatto vedere sul campo.