Al termine della fase a gironi di Copa Libertadores, il quadro era parso più che roseo per il contingente argentino, con sei squadre su sei qualificate alla fase ad eliminazione diretta. Scenario idilliaco oscurato da qualche nube al momento del sorteggio, ben poco morbido per tutte le compagini: Boca Juniors, Racing Club e Defensa y Justicia si sono trovate infatti appaiate a tre temibili brasiliane (rispettivamente Atlético Mineiro, San Paolo e Flamengo), il Vélez Sarsfield ha visto uscire dall’urna i sempre ostici ecuadoriani del BarcelonaGuayaquil, mentre il River Plate e l’Argentinos Juniors sono state messe l’una di fronte all’altra in un amaro scontro fratricida.

A rendere ulteriormente interessante il possibile cammino delle argentine nella massima competizione continentale sudamericana, la possibilità di un ennesimo Superclásico ai quarti di finale, con Boca e River dalla stessa parte del tabellone. Poteva trattarsi del terzo scontro in quattro anni, dopo la finale del 2018 e la semifinale del 2019, invece, per il secondo anno di fila, l’ipotesi di un derby di Libertadores è sfumata, questa volta già al primo turno ad eliminazione diretta.

Della sconfitta degli Xeneizes contro l’Atlético Mineiro abbiamo già parlato: una doppia sfida molto equilibrata e sicuramente molto da recriminare per gli uomini di Russo, capaci di segnare un gol per partita contro i quotatissimi brasiliani, ma che li hanno visti annullati entrambi dal VAR in maniera quantomeno controversa e dopo lunghissime attese e polemiche. Alla fine, la sfida del Mineirão si è risolta ai rigori, con il Galo vittorioso per 3-1 grazie al decisivo ed impeccabile penalty del portiere Everson, risultato che ha dato adito, nell’immediato post partita, alla furia dei giocatori del Boca Juniors, con la situazione che è degenerata in una rissa dentro e fuori dagli spogliatoi, con necessità anche dell’intervento delle forze dell’ordine e strascichi nei giorni successivi.

Missione compiuta invece per il River Plate, per la seconda volta sull’orlo del baratro in questa Libertadores (dopo aver rischiato di uscire ai gironi per via del focolaio di Covid), ma ancora una volta in grado di trovare il bandolo della matassa: il pareggio 1-1 del Monumental della settimana scorsa metteva l’Argentinos Juniors in condizione di vantaggio per il match di ritorno. Sfida nella sfida per Marcelo Gallardo, di fronte ad una delle sue peggiori bestie nere, ovvero Gabriel Milito, allenatore mai battuto da quando siede sulla panchina dei Millonarios. Ma c’è sempre una prima volta ed è arrivata la scorsa notte, quando una doppietta di Braian Romero, prelevato qualche settimana fa dal Defensa y Justicia ed autentico re dei marcatori del Sudamerica nell’anno solare (20 gol in 20 partite internazionali), ha steso il Bicho e regalato alla Banda il passaggio del turno. Due gol festeggiati con grandi esultanze per Romero, che si è attirato per questo le ire dei suoi ex-tifosi (aveva giocato alla Paternal dal 2016 al 2018), da lui giustificate con il suo tifo di lungo corso per il River.

Sono quindi i biancorossi di Nuñez l’unico portabandiera argentino rimasto in corsa per la Copa Libertadores: il Superclásico è sfumato, ma l’impressione è che le brasiliane siano più attrezzate per andare fino in fondo.