Il ritorno al calcio in Argentina non poteva essere privo di polemiche. Il caso che ha tenuto banco in queste due settimane è quello del River Plate, che farà il suo esordio nella giornata di martedì contro il Banfield in casa… dell’Independiente.

Una situazione che si è evoluta in maniera particolare negli ultimi giorni, con tanti capovolgimenti di fronte che hanno portato i Millonarios a disputare l’esordio nella Copa de la Liga Profesional sotto protesta. Il rapporto del club con Madrid è piuttosto forte dopo la vittoria del Bernabéu del 2018, e forse per questo il modello di ispirazione è stato proprio quello del Real Madrid: il River sostanzialmente, durante i lavori di ristrutturazione del Monumental che sarà pronto per l’inizio del 2021, ha chiesto di giocare le partite del torneo nazionale nel proprio centro di allenamento, il River Camp di Ezeiza, un po’ come sta facendo proprio il Real con il suo centro di Valdebebas, omologato anche per la Champions.

Solo che il complesso di allenamento del River non disponeva due settimane fa dei requisiti necessari per poter ottenere il permesso di ospitare le partite di coppa di lega, oltre che quelle di Libertadores dove è stato indicato in via definitiva proprio il Libertadores de América di Avellaneda come stadio locale. Di fatto i problemi erano legati alla disposizione delle telecamere e delle luci per una corretta ripresa televisiva e diffusione mediatica delle partite, più altri parametri di sicurezza connessi alle forze di polizia necessarie a garantire che le partite si svolgessero a porte chiuse.

Sono state settimane delicate di lavoro per ottenere l’abilitazione del River Camp e tutto sembrava risolto dopo il sopralluogo del Chiqui Tapia, presidente dell’Afa, la federazione calcio argentina, assieme a D’Onofrio, presidente del River, che aveva ottenuto il consenso dando per scontato che si potesse giocare a Ezeiza, visto che i problemi sopra citati erano stati risolti in queste settimane, poco dopo aver fatto richiesta ufficiale il 16 di ottobre.

Ma a impedire che le cose andassero per il verso giusto è stata la Liga Profesional de Fútbol capitanata dal presidente Tinelli, che si è opposto all’omologazione del River Camp per le partite del torneo organizzato dalla sua lega. Dopo una sfida a suon di comunicati il River riesce a ottenere solamente il posticipo di un giorno della gara, prevista adesso per martedì, ma senza il permesso di giocare in casa. E così alla fine si è giunti alla soluzione di giocare ‘sotto protesta’ nello stadio dell’Independiente la partita contro il Banfield, in attesa di avere notizie migliori per i prossimi impegni casalinghi nazionali, in questa prima grande polemica del calcio argentino dopo il suo ritorno.