Riparte la Bundesliga austriaca e tra le grandi nessuna manca l’appuntamento con la vittoria. Austria Vienna e Sturm Graz continuano a non dare garanzie dopo la stagione passata, mentre il Ried ritorna con il botto in Bundesliga. Bene il Lask che batte i viola viennesi e il tecnico Thalhammer, dopo nove anni di nazionale femminile, debutta con una vittoria. Vediamo assieme dunque il meglio e il peggio.

FLOP 3

3) STURM GRAZ
Il deludente sesto posto finale della passata stagione, l’esonero di El Maestro e l’arrivo di Ilzer in panchina, erano molti i motivi per attendere con ansia la ripartenza, ma lo Sturm Graz stecca ancora. A Sankt Pölten finisce 0-0 e il merito è prevalentemente di Siebenhandl in grande forma in grado di fermare in varie circostanze gli attacchi bassoaustriaci. Dopo il fallimento all’Austria Vienna per Ilzer è giunto il tempo di tornare in quella Stiria che lo ha reso grande ai tempi dell’Hartberg, ma il lavoro è ancora lungo e complicato e sabato ci sarà già la sfida contro il Rapid.

 

2) LUKA LOCHOSHVILI (WOLFSBERGER)
Il Wolfsberger ha cambiato molto e la squadra di Feldhofer punta a lottare per un posto in Champions League, ma due dei nuovi arrivati sono stati fatali nella prima giornata. Contro il Red Bull Salisburgo non si può concedere nulla e se dopo solo quindici minuti il georgiano Luka Lochoshvili bagna il suo debutto con un ingenuo fallo da ultimo uomo su Daka il gioco è fatto. L’ex Dinamo Tbilisi ha prima mancato l’intervento di testa e poi ha fermato lo zambiano con un placcaggio stile rugby. Da lì in poi è stato l’inizio della fine con l’israeliano Peretz, anch’egli al debutto, a battere Kofler con un goffo autogol. L’emozione dell’esordio in Bundesliga ha giocato un brutto scherzo.

 

1) ZVONIMIR SOLDO (ADMIRA)
Pronti via e abbiamo già il primo esonero in Bundesliga e il triste primato è del croato dell’Admira Zvonimir Soldo. Dopo aver traghettato i rossoneri verso una complicatissima salvezza nella passata stagione, ha avuto la conferma della dirigenza più per problemi di tempo che per una reale fiducia. È bastato infatti il disastroso esordio contro il Rapid per far cambiare tutto a Mödling e la squadra è stata momentaneamente affidata all’ex centravanti del Bayer Leverkusen Patrick Helmes. Si prospetta un’altra stagione turbolenta dalle parti della BSFZ Arena.

 

TOP 3

3) RIED
Dalle lacrime di tristezza alle lacrime di gioia, dalla sconfitta per 3-2 contro il Mattersburg alla vittoria per 3-2 contro quelli che sostituiscono il Mattersburg fallito. Sembra un film il ritorno in Bundesliga del Ried dopo l’ultima partecipazione nella stagione 2016-17 conclusa con una dura e inattesa retrocessione. Il successo ha valore doppio perché ottenuto contro il Wattens, squadra che è stata ripescata e che sicuramente sarà una candidata a soffrire fino all’ultimo. I tirolesi sono andati in vantaggio due volte con il rigore di Dedić, poi pareggiato da quello di Grüll, e poi con David Schnegg. Nel finale però è successo di tutto e un altro tiro dagli undici metri di Wiessmeier ha riportato la sfida in parità prima che scattasse la festa dopo ben sette minuti di recupero con Valentin Grubeck in grado di spingere comodamente in porta la palla del 3-2 dopo la respinta di Oswald. Per il centravanti è una grande rivincita dopo una promozione vissuta da panchinaro e un gol in Bundesliga che mancava dal maggio 2016 quando con la maglia del Grödig segnò in casa…del Mattersburg.

 

2) RAPID VIENNA
Il preliminare contro la Lokomotiva Zagabria aveva lasciato ben sperare, ma questo Rapid Vienna continua a far vedere a tutti il proprio valore. Un Murg nella sua versione più splendente, in grado di segnare una fantastica rete che ha sbloccato il risultato, e un Fountas capace di mettere a segno una doppietta hanno permesso ai biancoverdi di fare quello che volevano del povero Admira. Il lavoro di Kuhbauer, entrato ormai nella sua terza annata da tecnico dei viennesi, sta dando i suoi frutti e dopo l’inatteso secondo posto della stagione passata per il Rapid è tempo di costante lotta al vertice. Da sottolineare anche come Dejan Ljubičić abbia ricevuto la fascia di Capitano lasciata libera da Schwab, a dimostrazione che il classe ’97 ha carattere da vendere.

 

1) PATSON DAKA (RED BULL SALISBURGO)
L’eredità di Håland avrebbe spaventato chiunque, ma Patson Daka è stato perfetto come compagno di reparto del norvegese prima e degno erede poi. Contro il Wolfsberger ha iniziato la nuova stagione come aveva concluso la precedente, segnando e riuscendo a far reparto da solo. È lui a scappare via a Lochoshvili e a causare l’espulsione del georgiano ed è un capolavoro la rete del 2-0. Dopo aver superato Kofler con un sombrero ha anticipato Leitgeb con una mezza girata di destro decretando così l’anticipata conclusione della contesa. Lo zambiano è chiamato alla stagione della consacrazione e l’inizio è ben promettente, chissà che a gennaio non prenda anche lui il volo per la Germania.