Finisce la seconda giornata di Under 21 e ci sono già i primi verdetti con le prime eliminate. Grandi delusioni, ma tantissimi gol, ben ventidue in sole sei partite ed è tempo dunque di vedere chi scende e chi sale dopo questi secondi novanta minuti.

TOP 3

1) GIAN-LUCA WALDASCHMIDT

Dopo il gran gol che ha chiuso la sfida contro la Danimarca il giovane talento esploso a Friburgo riesce a fare molto di meglio ed è protagonista del dominio tedesco contro la Serbia con un netto e schiacciante 6-1 realizzando una tripletta. Ora il numero 10 della Germania dei giovani ha staccato proprio il suo compagno di reparto Marco Richter come miglior marcatore del torneo portandosi già a quota quattro. Dopo il fallimento di Russia 2018 il “Die Nationalef” deve vivere un profondo rinnovamento, ma il futuro sembra davvero sorridergli.

2) JOAKIM MÆHLE

Dopo la sconfitta contro la Germania all’esordio la Danimarca aveva un disperato bisogno di battere l’Austria per restare in corsa per la qualificazione e a tenere in vita la squadra di Frederiksen ci ha pensato l’esterno del Genk Joakim Mæhle che con una fantastica doppietta ha battuto due volte Schlager e ha permesso ai suoi di vincere per 3-1. Favoloso soprattutto il primo gol con dribbling secco e colpo sotto a battere il portiere in uscita e il raddoppio è arrivato in un momento decisivo subito dopo l’errore dal dischetto di Baumgartner. Forse questa doppietta non basterà per approdare in semifinale, ma Mæhle è sicuramente finito nel mirino di tante squadre.

3) ULTIMI 15 MINUTI ROMANIA-INGHILTERRA

Un vero e proprio spot per il calcio e per questo bellissimo torneo. A Cesena si è vista una partita pazzesca che ha emozionato nonostante per settantincinque minuti non fossero stati segnati gol, ma che si è ampiamente rifatta nel finale. Romania-Inghilterra è stato un saliscendi continuo di emozioni e da thriller il finale. Il rigore di Puşcaş prontamente pareggiato da uno splendido destro a giro di Gray, ancora Hagi per il secondo vantaggio della nazionale dei Carpazi e altro pari di Abraham. Tutto in dieci minuti ma il meglio doveva ancora venire. L’errore clamoroso di Henderson è il secondo infortunio nel finale che toglie il pari alla nazionale dei Tre Leoni e Coman troverà la sua doppietta nel recupero chiudendo questa pazzesca partita sul 4-2. Giù il cappello a queste due squadre che hanno saputo farci divertire.

FLOP 3

1) SERBIA

La più grande delusione dell’Europeo Under 21 2019. Una squadra che avrebbe dovuto essere la seconda forza dietro alla Germania e che invece non è stata in grado di rispettare le aspettative. A Trieste è arrivata la seconda pesante sconfitta e il 6-1 subito dai teutonici fa capire come la squadra di Dorovic non fosse concentrata per il torneo. Jović aveva già la testa al Real Madrid e i suoi compagni non sono stati in grado di servirlo adeguatamente. Ora ci sarà l’ultima sfida con la Danimarca per salvare una faccia che è stata ampiamente persa.

2) DEAN HENDERSON

Se il presente del Manchester United non è d’oro, il futuro non sembra certo essere migliore. Henderson tornerà alla casa base nella prossima stagione dopo una buona annata allo Sheffield United ma questo torneo Under 21 non ha fatto altro che distruggere il suo valore di mercato e il suo status di portiere. Sei gol subiti in due partite e sulla coscienza la clamorosa papera sul destro di Coman che ha dato il 3-2 alla Romania e che ha fatto sì che l’Inghilterra venisse eliminata dal torneo italiano. Chissà adesso se resterà ancora dalle parti di Old Trafford o troverà un’altra sistemazione.

3) LUIGI DI BIAGIO

Il commissario tecnico dell’Italia non riesce a trovare pace nella seconda partita del girone e come nel 2015 e nel 2017 si complica dannatamente la vita in ottica qualificazione. Inspiegabilmente fa quattro cambi nell’undici titolare rispetto alla vittoriosa gara contro la Spagna e per provare a vincere inserisce uno Zaniolo palesemente infortunato e totalmente irriconoscibile. L’ingresso di Tonali è tardivo ma la stella del Brescia dimostra comunque di avere più idee e più inventiva di un Mandragora che si rivela ancora una volta il punto debole del centrocampo Azzurro. Ora contro il Belgio bisogna vincere e sperare, ma uscire nell’Europeo di casa con una Nazionale forte come poche volte si era visto in passato sarebbe un fallimento totale.