Un gol di testa segnato da Zlatan Ibrahimovic, negli ultimi minuti di Manchester United-Leicester City, ha permesso a Josè Mourinho di alzare al cielo il primo titolo della sua esperienza ai Red Devils: il Community Shield. A Wembley, la squadra allenata da Claudio Ranieri ha dimostrato di poter competere ma la differenza di qualità ha fatto la differenza. Prendendo spunto da un articolo proposto da Skysports.com, abbiamo sottolineato quali sono stati i tre punti chiave che hanno portato alla vittoria la compagine del tecnico portoghese.

Il fine giustifica i mezzi – Siamo al minuto numero 93, JM chiama in panchina Mata per far posto a Mkhitaryan. Niente di strano se non fosse che lo spagnolo era a sua volta subentrato mezz’ora prima. La scelta del portoghese è stata abbastanza chiara: nel momento in cui il Leicester cercava il gol del pareggio con traversoni nell’area di rigore dello United, tenere sul terreno di gioco il calciatore più basso dei Red Devils non avrebbe avuto molto senso. Senza andare a ripescare gli antichi dissapori tra i due iberici, la scelta dello ‘Special One’ è di chi ha gli attributi per farlo e sotto la voce ‘coraggio’ sul dizionario non mi stupirei di trovare la sua faccia.

Ibrarules – Nonostante l’esordio ufficiale non sia stato particolarmente positivo, sul Community Shield 2016 è inciso a fuoco il nome di Zlatan Ibrahimovic, autore del gol vittoria: per lo svedese è il trentunesimo trofeo vinto in carriera. Ciò nonostante, l’ex PSG è apparso in ritardo nella condizione fisica e non c’è ancora un’intesa perfetta con Wayne Rooney. Staccando di testa sopra a Morgan, però, ha dimostrato fin da subito che la fisicità della Premier League non sarà un problema per chi si è autodefinito il Dio di Manchester.

Bailly e il suo debutto meraviglioso – Alla prima domanda riguardante l’ex difensore del Villarreal, Josè Mourinho aveva risposto che il ragazzo, acquistato per 30 milioni, probabilmente non era già pronto per la Premier League. Nel Community Shield è accaduto l’esatto contrario: personalità, rapidità di gambe e buone letture difensive gli hanno permesso di dirigere la difesa del club di Old Trafford nella prima uscita stagionale. Il suo modo di contenere Jamie Vardy è stato quasi impeccabile, cosa che non è riuscita ai difensori del campionato inglese nella scorsa stagione. Trenta milioni per un ragazzo così giovane sono sicuramente tanti ma il futuro è tutto dalla parte di Bailly.