Che tra Yaya Touré e Pep Guardiola non scorresse buon sangue era già noto, ma, con l’esclusione dalla lista Champions dell’ivoriano, è emersa con prepotenza la drasticità nelle scelte del tecnico catalano. Yaya Touré non prenderà parte alla competizione più importante d’Europa! Una notizia che ha lasciato tutti perplessi, nonostante il Manchester City abbia a disposizione, nel ruolo di Yaya, altri interpreti eccellenti.

Dopo un mercato esaltante e una partenza super in Premier e nel preliminare con la Steaua, questa è forse l’unica nota stonata dell’estate del Manchester. Da un tecnico come Pep ci si aspettava sicuramente una gestione diversa.

Il “caso” Touré-Guardiola

Il caso Touré-Guardiola è diventato tale già con l’annuncio prematuro di Pep sulla panchina del City a stagione in corso. Il protagonista negativo della questione è stato senza dubbio l’agente dell’ivoriano Dimitri Seluk, colpevole di aver alimentato il polverone che già i media avevano creato. La colpa però, è condivisa con il tecnico catalano, il quale non ha fatto mai chiarezza sul giocatore, prima in procinto di salutare Manchester, poi confermato e ora, fuori dalla lista Champions.

Touré aveva salutato Barcellona dopo una sola stagione con Pep Guardiola, nella quale avevano vinto tutto insieme. L’Offerta del Manchester City era però irrinunciabile, soprattutto dal lato economico e Yaya non ha esitato a coglierla. Il resto è storia recente, Touré è diventato, in questi 6 anni con la maglia blu di Manchester, la colonna portante di un City che non ha mai potuto permettersi di lasciarlo fuori.

Sulle qualità tecniche e le doti fisiche non si può certo discutere e, in ogni caso, il suo Palmarès è ricco abbastanza per spegnere ogni critica. I suoi 72 gol e 30 assist nelle 269 presenze con la maglia del City contribuiscono a definire la caratura di un centrocampista che troppe volte si è preso sulle spalle la squadra, trascinandola alla vittoria (da ricordare la stagione 2013-14 in cui l’ivoriano ha messo a segno 20 gol in Premier). I 33 anni all’anagrafe poco contano per un centrocampista che, per qualità e quantità, è ancora uno dei migliori al mondo e può, a mio parere, regalare almeno un altro paio di stagioni ad altissimi livelli.

Insieme a Bony, Nasri, Joe Hart e Kompany, il suo è era uno dei casi da risolvere. Però, mentre i primi 3 sono stati ceduti in prestito, e il quarto inserito in lista Champions, Yaya si è ritrovato di fronte a una decisione forte, che difficilmente digerirà. I sostituti dell’ivoriano sono noti: Fernando, Fernandinho, Gundogan e Delph avranno l’onere di non far rimpiangere a Pep la propria scelta. A mercato chiuso le soluzioni rimaste per risolvere la questione rasentano lo zero. Tenere un giocatore così, che guadagna più di 10 milioni netti a stagione, senza utilizzarlo nella competizione in cui il City deve essere protagonista, mostra forse l’unico errore di Guardiola finora. Nemmeno la chance concessa nel ritorno con la Steaua è servita a convincere il catalano. Tra qualche mese vedremo se Pep avrà avuto ragione, ma, per ora, ci limitiamo a dire che la rivoluzione City è in atto e Guardiola ci ha stupito ancora una volta!