Le tensioni internazionali tra Iran e Stati Uniti d’America stanno generando interrogativi concreti sulla partecipazione della nazionale iraniana ai Mondiali 2026. Il torneo, che si svolgerà fra USA, Messico e Canada, rappresenta un banco di prova delicato per la governance sportiva globale. L’Italia spera nel ripescaggio ma Infantino la gela.
Mondiali 2026, il caso Iran complica gli scenari
Al momento, la FIFA non ha ufficializzato alcuna esclusione, ma ha confermato di monitorare attentamente la situazione. Il presidente Gianni Infantino, intervenuto recentemente sul tema, ha sottolineato che “la FIFA lavora sempre per garantire lo svolgimento delle competizioni nel rispetto delle regole e della sicurezza, ma senza interferenze politiche”. Una posizione chiara che lascia intendere come una decisione drastica rappresenterebbe l’ultima opzione. Il punto critico resta l’accesso della delegazione iraniana negli Stati Uniti. Nonostante ciò, la linea ufficiale è quella di non modificare le sedi di gara, escludendo al momento soluzioni alternative richieste da Teheran.Nel caso in cui l’Iran national football team non dovesse partecipare, la FIFA starebbe valutando un meccanismo di riammissione attraverso spareggi. Secondo quanto riportato da The Athletic, una delle ipotesi più concrete prevede un mini-torneo a quattro squadre.
Ipotesi playoff: Italia coinvolta ma strada in salita
Tra queste figurerebbero Italia e Danimarca, entrambe tra le migliori escluse europee nel ranking FIFA. A completare il quadro ci sarebbero due selezioni asiatiche: Emirati Arabi Uniti e Oman. Il format prevederebbe semifinali e finale in gara secca, in programma negli Stati Uniti all’inizio di giugno. Per l’Italia si tratterebbe di affrontare inizialmente l’Oman, per poi giocarsi tutto in una possibile finale contro la Danimarca. Tuttavia, è fondamentale chiarire un aspetto: la qualificazione sarebbe estremamente difficile. Non solo per la qualità degli avversari, ma anche per il contesto. Due partite decisive in pochi giorni, senza margine di errore, rappresentano un ostacolo significativo per qualsiasi nazionale. La FIFA ha fissato una scadenza entro cui chiarire definitivamente la situazione. Entro metà maggio, la federazione iraniana dovrà confermare la propria partecipazione, pena possibili sanzioni e l’attivazione di soluzioni alternative.
Decisione attesa a maggio: Infantino gela l’Italia
Qualora la nazionale mediorientale non partecipasse al mondiale, ritirandosi dalla competizione, spetterà alla FIFA gestire la soluzione. Le dichiarazioni di Gianni Infantino gelano però l’Italia: il numero uno del calcio mondiale ha ribadito che “ogni decisione sarà presa nel rispetto dei regolamenti e dell’equità sportiva”, escludendo scorciatoie o qualificazioni automatiche. Questo significa che, anche nello scenario più favorevole, l’Italia dovrebbe comunque guadagnarsi sul campo ogni possibilità. In definitiva, si tratta di una situazione complessa, in cui politica internazionale e calcio si intrecciano in modo inevitabile. Le probabilità di vedere cambiamenti restano contenute, ma non nulle. Per gli Azzurri, si tratterebbe comunque di una opportunità complicata e tutt’altro che garantita, da affrontare con realismo e senza illusioni.
