FIGC, Calciatori e allenatori scelgono Malagò: svolta decisiva

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò Immagine | Wikipedia

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 1, 2026

La corsa alla presidenza della FIGC entra nel vivo con un passaggio politico di primo piano. L’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e l’Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC) hanno ufficializzato il loro sostegno a Giovanni Malagò, indicandolo come il profilo più adatto a guidare la federazione nel prossimo ciclo.

Calciatori e allenatori scelgono Malagò: svolta decisiva

Nel comunicato congiunto, le due componenti hanno evidenziato una convergenza programmatica su temi chiave: Club Italia, sostenibilità economica, riforme strutturali, sviluppo tecnico-sportivo e calcio femminile. L’appoggio non è solo simbolico, ma rappresenta una scelta precisa di campo da parte di chi vive quotidianamente il sistema calcio. Il peso politico della decisione è rilevante: AIC e AIAC costituiscono infatti una componente significativa dell’assemblea elettiva, capace di incidere concretamente sugli equilibri finali. In questo quadro, il sostegno di AIC e AIAC non è solo numericamente rilevante, ma rappresenta un acceleratore politico che riduce drasticamente i margini di incertezza.Il messaggio è chiaro: il mondo tecnico si compatta attorno a una candidatura ritenuta in grado di garantire stabilità e visione.

Numeri e scenari: perché questo voto avvicina Malagò alla maggioranza

L’ingresso ufficiale di calciatori e allenatori nello schieramento pro-Malagò cambia radicalmente i rapporti di forza. Il dirigente parte da una base del 18% dei voti della Serie A, con una sola voce contraria rappresentata da Claudio Lotito. A questo si aggiunge il 20% dei calciatori (AIC) e il 10% degli allenatori (AIAC). Il totale porta Malagò a sfiorare il 48% dei consensi, a un passo dalla soglia decisiva del 50% + 1 dei voti validi necessaria per l’elezione. Restano però alcune variabili determinanti. La Lega Nazionale Dilettanti (LND), che vale il 34%, potrebbe sostenere Giancarlo Abete, ma non è certo che il voto sia compatto. Sullo sfondo, pesano anche le decisioni della Serie B (6%) e della Lega Pro (12%), che potrebbero risultare decisive per chiudere la partita già al primo scrutinio.

Le prossime tappe: voto senza commissariamento

Il calendario delle prossime settimane sarà cruciale per definire gli ultimi equilibri prima dell’assemblea del 22 giugno. L’obiettivo condiviso dalle componenti è chiaro: arrivare all’elezione di un presidente senza ricorrere al commissariamento, ipotesi che segnerebbe un ulteriore momento di instabilità per il sistema. Due appuntamenti saranno particolarmente rilevanti: il 6 maggio è previsto l’incontro con i club di Serie B, mentre l’8 maggio toccherà alle società di Serie C. In queste occasioni, i candidati — in primis Malagò e Giancarlo Abete — presenteranno programmi e cercheranno di consolidare il consenso. Per Malagò si tratta di un passaggio strategico: non solo raggiungere la maggioranza minima, ma costruire una base ampia e solida, capace di sostenere un progetto di riforma nel medio-lungo periodo.

 

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