Roma – Lazio e Internazionali di Tennis con la ragionevole certezza della presenza di Jannik Sinner a giocarsi il titolo. La contemporaneità tra il derby della Capitale e la finale degli Internazionali d’Italia al Foro Italico sta generando forti preoccupazioni sul piano della sicurezza. Due eventi sportivi di grande richiamo, concentrati nella stessa area urbana e nella medesima giornata, rappresentano un banco di prova complesso per le autorità.
Derby Roma-Lazio e Internazionali: incrocio critico
Lo Stadio Olimpico può accogliere oltre 60 mila spettatori per il derby Roma-Lazio, una partita storicamente classificata ad alto rischi. A poche centinaia di metri, il Centrale del tennis prevede circa 10 mila presenze per l’atto conclusivo del torneo. Il nodo principale riguarda la gestione dei flussi. Il deflusso dei tifosi del calcio, previsto a ridosso dell’orario di ingresso degli appassionati di tennis, rischia di creare un pericoloso sovraffollamento nelle stesse arterie. Le modifiche alla viabilità, tra cui la chiusura di accessi strategici come via dei Gladiatori, accentuano il rischio di congestione nelle aree limitrofe all’obelisco e alla cosiddetta “Palla”. In questo scenario, le forze dell’ordine dovrebbero gestire contemporaneamente masse in uscita e in entrata, con criticità legate anche alla possibile presenza di tensioni tra tifoserie.
Derby, orari e ipotesi: anticipo a pranzo o rinvio del
Per evitare la sovrapposizione diretta, la soluzione più concreta resta l’anticipo del derby alle 12:30. Questa scelta consentirebbe di separare parzialmente i due eventi, ma non eliminerebbe del tutto il problema: il deflusso dallo stadio potrebbe infatti coincidere con le prime fasi di afflusso per la finale di tennis, mantenendo elevato il livello di rischio. A complicare il quadro c’è un ulteriore elemento: la necessità di far disputare in contemporanea tutte le partite decisive per la qualificazione alla Champions League. Questo obbligo imposto dalla Lega Serie A comporta che diverse gare vengano giocate allo stesso orario, creando difficoltà sia logistiche che mediatiche. La concentrazione alle 12:30 di match di alto profilo, come quelli che coinvolgono club in corsa per l’Europa, implica una pressione simultanea su trasporti, copertura televisiva e gestione delle tifoserie in diverse città. Inoltre, riduce la flessibilità organizzativa, rendendo più difficile trovare soluzioni alternative per il derby.
Cosa può accadere: scenari e rischi concreti
L’alternativa più drastica resta lo spostamento della partita al lunedì, ipotesi che garantirebbe una gestione più lineare dell’ordine pubblico. Tuttavia, questa opzione presenta criticità rilevanti: si tratta di un giorno feriale, con disagi per tifosi e organizzazione, oltre a possibili ripercussioni economiche legate ai diritti televisivi. Da escludere invece la collocazione serale, già vietata in passato per motivi di sicurezza. Se il derby verrà confermato all’ora di pranzo, sarà necessario un imponente dispositivo di sicurezza. Si prevede un aumento significativo delle unità impiegate, con controlli rafforzati nelle zone di accesso e uscita. Il rischio principale resta quello di contatti tra tifosi e pubblico del tennis, soprattutto nelle fasi immediatamente successive alla partita. In ogni caso, la vicenda evidenzia una criticità strutturale nella programmazione degli eventi sportivi in Italia: la mancanza di coordinamento tra discipline diverse può generare situazioni ad alto rischio. E che la finale di tennis fosse in programma il 17 maggio lo si sapeva da un anno, come ha giustamente sottolienato il presidente della Federtennis Angelo Binaghi.
