La fine di un’era, stavolta, è davvero ufficiale. Pep Guardiola da lunedì non sarà più l’allenatore del Manchester City. Dopo dieci stagioni irripetibili, il tecnico catalano saluta il club che ha trasformato in una macchina perfetta, capace di dominare il calcio inglese ed europeo come mai era accaduto nella storia dei Citizens.
Guardiola, addio Manchester City: finisce un’epoca
L’annuncio del City arriva poche ore prima della conferenza stampa dedicata alla sfida contro l’Aston Villa, trasformando l’ultima giornata di campionato in una celebrazione collettiva. Un addio che chiude un ciclo da 20 trofei complessivi, inclusi in questa stagione la FA Cup e la Carabao Cup, e che lascia in eredità uno dei decenni più vincenti mai vissuti da una squadra inglese. “Non c’è una ragione specifica perché vado via ora: dentro di me sento che è arrivato il momento di salutare”, ha spiegato Guardiola nel messaggio pubblicato dal club. Un congedo carico di emozione, ma anche della consapevolezza di aver completato una rivoluzione calcistica destinata a restare nella storia Perché Pep lascia Manchester da leggenda assoluta. Non solo per i trofei, ma per aver ridefinito gli standard del calcio moderno.
Il saluto di Guardiola: “Nulla è eterno”
Nel lungo messaggio d’addio, Guardiola ha ripercorso i momenti simbolici del suo arrivo a Manchester. Dalla prima intervista con Noel Gallagher fino ai successi che hanno reso il City il punto di riferimento del calcio europeo. “Non chiedetemi perché vado via: niente è eterno. Se lo fosse sarei ancora qui”, ha raccontato Pep. “Di eterno rimarranno le sensazioni, la gente, i ricordi, l’amore che ho per il Manchester City”. Parole che fotografano il rapporto speciale costruito con la città e con il tifo sky blue. Guardiola ha sottolineato più volte il valore del lavoro e dell’identità operaia di Manchester, elementi che secondo lui hanno contribuito a creare il DNA delle sue squadre. Nel futuro del tecnico ci sarà comunque ancora il City. Il club ha infatti annunciato che Guardiola resterà all’interno del City Football Group con il ruolo di Global Ambassador, occupandosi di consulenze tecniche e progetti strategici per le società del gruppo.
L’eredità di Pep e la nuova era con Maresca
In dieci anni Guardiola non ha soltanto vinto: ha cambiato il calcio inglese. Le sei Premier League conquistate, il Treble del 2023, la stagione dei 100 punti e il dominio nazionale culminato nel Domestic Treble rappresentano soltanto una parte della sua influenza. Il presidente del City, Khaldoon Al Mubarak, ha celebrato il tecnico parlando di “onestà e fiducia” come pilastri del rapporto costruito in questi anni. “L’evoluzione del club con lui al timone è qualcosa da cui non si torna indietro”, ha dichiarato. Ed è probabilmente questa la vera grandezza dell’era Guardiola: aver trasformato il Manchester City da club ricco e ambizioso a modello assoluto del calcio europeo. Un’eredità tecnica, culturale e mentale che resterà anche dopo il suo addio. Adesso si apre una nuova fase. Il City ha già scelto Enzo Maresca come successore. L’ex collaboratore di Guardiola avrà il compito più difficile: raccogliere il testimone senza cercare di imitare l’originale.
