Dai momenti difficili Zidane sa sempre uscirne alla grande. La sua storia parla per lui, ma probabilmente non è mai stato così in difficoltà come in questa stagione: e la difficoltà più grande probabilmente non è uscire dalla crisi, ma doverlo fare per la seconda volta.

Al primo tentativo l’esame è stato superato brillantemente: la situazione tra campionato e Champions era in bilico, con il forte rischio di ritrovarsi fuori dai due obiettivi nel giro di pochi giorni, sventato con prove da vero Real Madrid. Anche perché la rosa rimane di primissimo livello e quando c’è qualcosa di così serio in palio è probabilmente l’avversario più difficile da affrontare.

Da quel momento ne sono usciti e anche molto bene, soprattutto grazie a un blocco di risultati vincenti consecutivi, su tutti il derby con l’Atlético, che avevano fatto immaginare una seconda parte di stagione simile a quella precedente post lockdown, in cui arrivarono solo vittorie fino alla conquista del titolo. Ma le difficoltà non sono terminate e qui verrà pesata ancora una volta l’abilità di Zidane: perché la crisi di risultati è tornata prepotente, forte come la bufera Filomena che ha scosso la Spagna e da cui l Real non sembra esserne ancora uscito.

Ne ha fatto le spese prima giocando sul difficile campo innevato di Pamplona, dove ha lasciato due punti pesantissimi, e poi con le incertezze di chi rischia di perdere troppi punti dalla capolista e vede avvicinarsi pericolosamente anche un Barcellona dato per morto, ha dovuto alzare bandiera bianca (o blanca) in due competizioni nel giro di sei giorni.

Prima la Supercoppa Spagnola persa con l’Athletic in semifinale, poi la conferma della Copa del Rey, torneo maledetto per Zizou, meno di una settimana dopo la sconfitta con i baschi. Manca ancora un mesetto alla Champions League ma il Real Madrid è tornato nelle difficoltà in cui si era trovato a inizio stagione: fatica a far rendere la sua rosa ma soprattutto ha un’incredibile facilità nello smarrirsi in certi momenti. C’è il potenziale per arrivare fino in fondo nei due tornei ancora a disposizione, ma queste difficoltà viste in più occasioni nell’arco della stagione fanno capire che non sarà affatto semplice portare a termine almeno uno degli obiettivi.

Zidane rischia la panchina? In questo momento no, ma c’è chi si chiede che cosa possa farlo saltare se non un’eliminazione umiliante come quella con l’Alcoyano. Rimarrà alla guida della squadra con ogni probabilità, ma è chiaro che adesso ogni gara sarà un esame. Forse il tipo di situazione in cui lui se la cava meglio, ma l’ultima in cui sperava di doversi ritrovare dopo essere uscito già da una crisi.