L’1-0 sul Copenhagen agli ottavi di finale d’andata di Europa League ha avuto un dolce sapore di déjà vu nel distretto di Başakşehir. Primo, perché firmato da Edin Visca su rigore all’88’. Secondo, perché proprio grazie a Visca e a un’incredibile rimonta sullo Sporting il Medipol era eroicamente approdato lì. Il 3-1 all’Alvalade lasciava poca speranza, a Istanbul fu 4-1. Segnarono Škrtel e Aleksić, poi Vietto e fu Visca show: al 92’ mandò la gara ai supplementari, al 119’ la chiuse dal dischetto. Considerato che Edin aveva segnato anche il 3-1 a Lisbona (77’ su rigore), si spiegava il suo soprannome ‘Başakşehir’in kralı’, il re di Başakşehir.

A inizio 2019, il giornalista turco Zafer Büyükavci si espose: «Non so quanto guadagni, ma più gli danno e più si merita. Per anni Fenerbahçe, Beşiktaş e Galatasaray hanno speso milioni in indisciplinati nordafricani, molti dei quali senza valori morali. Ebbene, quest’uomo (Visca, ndr) vale di più». Dietro alla quinta campagna europea del Başakşehir, uscito in estate al terzo turno preliminare di Champions a favore dell’Olympiakos, c’è il merito del bosniaco che il presidente Göksel Gümüşdağ trattenne a ogni costo: «Non lo vendo». Non era sempre stato così.

 

Amar Osim, l’allenatore del Željezničar che scoprì Visca, raccontò: «Aveva 19 anni, pagammo 10mila euro al Budućnost Banovići l’ultimo giorno di mercato. All’epoca era basso e gracile ma la sua velocità attirò la mia attenzione. È un esempio per i giovani, tutti lo vedevano ala destra ma era chiaro che potesse fare di più rispetto a una normale ala destra». Il 16 agosto 2011 il Basaksehir acquistò Visca dal Željezničar per 200mila euro e in Turchia Edin trovò il connazionale Kenan Hasagic: «Spero di non sprecare la fiducia del club». Non fu così. Nel novembre 2014 il ct Safet Susic lo convocò in nazionale, lui ricambiò l’affetto di Istanbul («Amo la Turchia e starò qui per la durata del mio quinquennale») e nel febbraio 2016 ricevette il premio di calciatore bosniaco dell’anno dai giornalisti di Reprezentacija.ba e BiH Scout.

L’estate fu concitata per Visca. La nazionale con cui aveva debuttato nel dicembre 2010 e atteso a lungo il gol (ne arrivarono due assieme, il 12 giugno 2015 contro Israele), non s’era qualificata a Euro2016 dopo il terzo posto nel girone dietro Belgio e Galles. Il suo rendimento individuale però ne aumentò l’appetibilità: 17 reti e 4 assists in 34 partite di campionato, a 26 anni, da ala destra. Hannover e Bayer Leverkusen si interessarono, dalla Grecia parlarono di PAOK, uscirono indiscrezioni dalla Serie A mai confermate. Il 29 aprile 2016, con un titolo evocativo (‘Yılın bombası patlıyor!’, tradotto: “la bomba dell’anno esplode”) il quotidiano Fanatik scriveva in esclusiva di un accordo col Siviglia. Intervistarono Abdullah Avcı, che cinque anni prima aveva acquistato Visca, quasi come fosse un commiato. L’affare saltò, forse a causa dell’avvicendamento alla guida tecnica sevillista tra Emery e Sampaoli.

Visca

Visca trascorse mesi con le valigie pronte. Il Fenerbahçe lo corteggiò, il Trabzonspor offrì due milioni e il cartellino di Sefa Yilmaz al Başakşehir. Quando si inserì pure il Beşiktaş, la base d’asta del presidente arancioblu Göksel Gümüşdağ era fissata a 5 milioni. Un club qatariota ne offrì 6,5 al club, Gümüşdağ alzò la richiesta a 8 milioni ma gli arabi, indispettiti, si ritirarono e così – il 17 agosto 2016 – si pose fine alla questione con un matrimonio riparatore. Visca firmò un prolungamento fino al 2020, il club lo ringraziò per la sua professionalità.

Nonostante un 2016/17 al piccolo trotto (8 reti e 7 assists), nell’estate 2017 spuntò il Galatasaray. Visca rifiutò: «Voglio sentire la musica della Champions League in casa del Başakşehir». Quando però aggiunse «non mi spiacerebbe trasferirmi in una grande squadra di Turchia», scatenò il putiferio. Il Fenerbahçe tornò alla carica, il Trabzonspor offrì 2,5 milioni più il cartellino di Yusuf Erdoğan, il Fenerbahçe rilanciò con 3,5 milioni e due giocatori. Da Başakşehir accusarono a mezzo stampa la manipolazione della frase e Visca, ancora una volta, restò a Istanbul.

Nell’estate 2018 il Villarreal offrì 4 milioni di euro. L’Hoffenheim si inserì, il Başakşehir mise le mani avanti: «Edin è un simbolo del nostro club, abbiamo rifiutato oltre 10 milioni di euro». Ciononostante, il biennio 2017/19 ad alti livelli (22 reti e 29 assists in 67 gare) gli puntò i riflettori contro: a gennaio 2019 un club arabo offrì 12 milioni, poi in estate Wolfsburg, Schalke 04, Fenerbahçe e il Siviglia di Monchi tentarono l’affare. Il Beşiktaş strappò un triennale a Visca nel luglio 2019 ma s’incagliò dinanzi alla richiesta di 15 milioni del Başakşehir. Per la terza estate Visca non si mosse e il presidente Göksel Gümüşdağ affermò: «Costruiremo una sua statua, per il contributo che ha dato».