Champions League 1996: la maledizione di una notte bellissima

Champions League Juventus

Champions League Juventus Immagine | ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 22, 2026

Il 22 maggio 1996 resta una data scolpita nella memoria dei tifosi della Juventus. Allo stadio Olimpico di Roma, i bianconeri conquistarono la loro seconda Champions League, battendo ai rigori l’ Ajax dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari.

Champions League 1996: l’ultima gioia

Trent’anni dopo, quella coppa continua a rappresentare l’ultima grande vittoria europea della società torinese, diventata simbolo di un’epoca irripetibile. La sfida fu intensa e combattuta. Al vantaggio di Fabrizio Ravanelli rispose Jari Litmanen, trascinando la finale ai calci di rigore. Dal dischetto, però, la squadra allenata da Marcello Lippi mostrò freddezza assoluta. Il penalty decisivo venne trasformato da Vladimir Jugović, regalando alla Juventus il tetto d’Europa. Quella vittoria ebbe un significato enorme non soltanto dal punto di vista sportivo. Dopo la tragedia dell’Heysel del 1985, il successo del 1996 rappresentò una sorta di rinascita internazionale per il club bianconero. Ancora oggi, per molti tifosi juventini, quella squadra rimane la più forte e amata della storia recente.

La Juventus di Lippi:  un gruppo leggendario

Il trionfo europeo nacque due anni prima, nell’estate del 1994, quando la Juventus avviò una rivoluzione tecnica e dirigenziale. L’arrivo di Marcello Lippi in panchina, insieme alla nascita della storica triade composta da Luciano Moggi, Antonio Giraudo e Roberto Bettega, cambiò completamente la mentalità della squadra.  La nuova Juventus costruì il proprio successo su intensità, aggressività e organizzazione tattica. In campo convivevano esperienza e talento: Gianluca Vialli guidava il gruppo da capitano, mentre il giovane Alessandro Del Piero diventava il simbolo della nuova generazione bianconera. Accanto a loro c’erano campioni come Didier Deschamps, Paulo Sousa, Ciro Ferrara e Angelo Peruzzi. La stagione 1995/96 fu straordinaria soprattutto in Europa. Nel girone di Champions League, la Juventus dominò contro Borussia Dortmund, Rangers e Steaua Bucarest. Ai quarti eliminò il Real Madrid CF grazie a una memorabile rimonta a Torino, mentre in semifinale superò il Nantes.

La maledizione delle finali: il peso di un’attesa infinita

Dopo il trionfo di Roma, nessuno avrebbe immaginato che quella sarebbe rimasta l’ultima Coppa dei Campioni vinta dalla Juventus. Eppure, da quel momento, iniziò una lunga serie di delusioni europee che alimentò la leggenda della “maledizione” bianconera. La prima sconfitta arrivò già nel 1997 contro il Borussia Dortmund. Nel 1998 fu il Real Madrid a negare il trofeo ai piemontesi con un gol di Miajtovic che oggi sarebbe stato annullato per fuorigioco. Nel 2003, invece, la Juventus perse ai rigori contro il Milan nella finale tutta italiana di Manchester. Negli anni più recenti, la storia si è ripetuta contro autentiche corazzate europee. Nel 2015 il Barcellona di Messi, Neymar e Suárez superò i bianconeri a Berlino. Due anni più tardi, nel 2017,  fu ancora il Real Madrid a trionfare nella finale di Cardiff contro la squadra allenata da Massimiliano Allegri.

 

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