2914 giorni dopo l’ultima volta Romelu Lukaku torna a vestire la maglia del Chelsea e lo fa andando subito in gol. I Blues vincono e convincono nonostante l’impegno fosse tutt’altro che facile. All’Emirates Stadium però l’Arsenal deve fare i conti con una dura realtà, la differenza tra le due squadre è incredibile. Gli uomini di Tuchel giocano un calcio meraviglioso, quelli di Arteta arrancano e si augurano che gli altri sbagliano. Chi non sbaglia è sicuramente Big Rom che ci mette pochi minuti a far venire il mal di testa a Pablo Mari. Dopo neanche un quarto d’ora l’ex punta dell’Inter è bravissimo a farsi trovare al posto giusto al momento giusto e segnare il primo gol con la nuova maglia. Alla terza esperienza in quel di Londra, sempre sponda Chelsea, finalmente Lukaku riesce a togliersi qualche sassolino dalla scarpa. A metterlo davanti al portiere è Reece James che una ventina di minuti dopo si mette in proprio e segna la rete del raddoppio. Per i Gunners è già il tempo delle domande, due sconfitte in due partite e la stagione inizia già in salita.

Romelu Lukaku, il ritorno del figliol prodigo

I fari erano tutti puntati su Lukaku e così ha deciso di brillare. Le prime due esperienze con il Chelsea furono caratterizzate da poca pazienza da parte dei suoi allenatori e da qualche suo errore di gioventù. Adesso Big Rom ha raggiunto la maturità mentale e calcistica ed è un top player assoluto. Dopo le tante critiche piovute su di lui al Manchester United è arrivata la definitiva consacrazione all’Inter. A Milano è diventato uno dei centravanti più forti d’Europa e ora vuole dimostrarlo anche in Premier League.

Il Chelsea, campione e supercampione d’Europa, poteva essere migliorato nettamente solo in un ruolo, quello della punta. I 120 milioni investiti per Lukaku sono certamente una cifra da capogiro ma se questo matrimonio dovesse essere felice i Blues si trasformerebbero in una corazzata allucinante. Dopo i successi continentali i londinesi vogliono tornare a vincere in patria e chissà che Big Rom non possa riportare il trofeo della Premier League a Stamford Bridge.