Niente impresa per l’Aston Villa, a festeggiare ancora una volta è il Manchester City: in campionato il primo posto resta un miraggio improbabile, ma Pep Guardiola si consola conquistando Wembley e la League Cup per la terza volta consecutiva, un vero e proprio record per qualsiasi club inglese. A brillare più di tutti in questa finale è Rodri, l’ultimo arrivato in casa Citizen ma diventato in poco tempo uno degli uomini fondamentali per l’allenatore catalano.

Il suo arrivo in Inghilterra  la scorsa estate non aveva fatto tanto scalpore, se non per la cifra: i 70 milioni di euro versati all’Atletico Madrid hanno oscurato il potenziale dello spagnolo, poco chiacchierato rispetto ai suoi colleghi di altre squadre. Colpa è anche della sua natura che lo porta a restare lontano da qualsiasi riflettore, persino da quelli social in cui non c’è traccia di suoi account ufficiali. Ma ciò che conta davvero è lo spettacolo che offre in campo: Guardiola si affida a lui per qualsiasi ruolo del centrocampo, ottenendo in cambio risultati eccellenti come quello della finale contro l’Aston Villa, condito dal gol del momentaneo 2-0 arrivato con uno stacco di testa prepotente, elegante ed efficace, la sintesi perfetta di ciò che Rodri ha dimostrato di essere.

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Gli è bastato pochissimo tempo per incantare anche la Premier League, dopo aver conquistato la Spagna in lungo e in largo con classe e umiltà, le due caratteristiche che più di tutte lo contraddistinguono sia in campo che fuori. Che sia in difesa o a centrocampo poco importa: con lui il Manchester City ha trovato un vero e proprio jolly che di sicuro diventerà uno dei pilasti fondamentali sui quali costruire la squadra del futuro quando il ricambio generazionale costringerà molti dei titolarissimi a dire addio.

Il primo meraviglioso anno in Inghilterra, affrontato senza alcuna paura, ha permesso a Rodri di raggiungere la maturità calcistica necessaria per affermarsi come top assoluto nel suo ruolo, capace anche di trasformarsi nel trascinatore d’eccezione con gol e assist. Il percorso che ha regalato la terza League Cup consecutiva al City si fonda soprattutto sul suo grande talento, poco considerato all’inizio ma esploso nella maniera più bella di tutte fin dal primo istante.