La situazione di Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia appare molto diversa rispetto a poche settimane fa. Il ko contro il Paraguay lascisa in eredità il più classico ribaltamento di giudizio che nel calcio avviene dopo una battuta d’arresto inaspettato. In riva al Bosforo Montella, da simbolo della rinascita è diventato il principale responsabile del fallimento. Non è detto però che debba lasciare la nazionale,
Perché Montella è sotto accusa
Dopo l’eliminazione dal Mondiale contro il Paraguay, in Turchia sono emerse diverse critiche: incapacità di trovare soluzioni alternative quando le partite si sono complicate, il rendimento deludente dei principali talenti offensivi, come Arda Güler e Kenan Yıldız, la gestione della pressione mediatica nelle ore precedenti alla sfida decisiva e una enorme inefficacia sotto porta, nonostante il volume di occasioni create. Montella ha difeso il lavoro della squadra sottolineando un dato che considera quasi inspiegabile: 65 conclusioni verso la porta nelle ultime due partite senza riuscire a segnare rappresentano in effetti qualcosa di difficile da accettare, ma è evidente che alla fine i risultati cozzino con le aspettative.
Perché il suo esonero non è scontato
Parlare di esonero, tuttavia è prematuro. Nonché ingeneroso anche in relazione ai risultati ottenuti: Vincenzo Montella ha riportato la Turchia ai quarti di finale di UEFA Euro 2024, è riuscito a valorizzare una delle generazioni più promettenti del calcio turco e, soprattutto, lo scorso anno ha ottenuto il rinnovo fino al 2028 con il pieno sostegno del presidente federale İbrahim Hacıosmanoğlu. La Federazione vuole non prendere decisioni affrettate. L’esonero di Montella non è così scontato perché alla luce di una valutazione complessiva del ciclo tecnico e non soltanto delle ultime due partite, il saldo resta comunque in attivo. Non è comunque detto che sia sufficiente: è abbastanza per non sollevarlo immediatamente dall’incarico entro poche settimane ma non per garantirgli un posto in panchina in vista del prossimo ciclo.
Vincenzo Montella non è più un eroe nazionale
Da eroe nazionale a primo responsabile di una eliminazione che ha lasciato enorme amarezza il passo è stato breve. Resta da capire se Montella sia ancora considerato l’allenatore ideale per essere alla guida di una nazionale che ha tanti giovani talenti da coltivare. Montella, da parte sua, continua a credere nel potenziale dei suoi giovani e nella possibilità di aprire un nuovo ciclo vincente. L’unica certezza è che nessuna scelta definitiva verrà adottata sull’onda dell’emotività. Montella ha pur sempre restituito competitività alla nazionale turca dopo anni di anonimato. Con queste premesse il futuro dell’allenatore resta dunque aperto a qualsiasi scenario: dalla conferma fino alla naturale scadenza del contratto, passando per una possibile separazione qualora si ritenga concluso il progetto tecnico.
