Il derby di Manchester è dello United; i Red Devils vincono il terzo scontro diretto su quattro contro i ragazzi di Guardiola e lo fanno al termine di un match controllato senza troppi problemi. Prima Martial, poi McTominay condannano i Citizens alla settima sconfitta in Premier League (nei precedenti due campionati il club aveva perso solo sei partite) e ora al Liverpool mancano due vittorie nelle nove giornate restanti per festeggiare il titolo. Se il City compie l’ennesimo passo falso, lo stesso non si può dire per i ragazzi di Solskjær; decimo risultato utile consecutivo considerando tutte le competizioni e quarto posto a soli tre punti.

Solskjær, altro scacco a Guadiola

Terzo successo su quattro confronti per Solskjær che ha dimostrato di avere una squadra più compatta di un City con la testa completamente alla Champions League. Il Manchester United ha piazzato un altro colpo ai rivali grazie ad una prova di carattere, intensità e forza fisica; i due esterni, Williams e Wan-Bissaka hanno disputato un gran match andando ad annullare i fantasisti del City. In avanti protagonista, ancora una volta, Martial con la solita qualità e la capacità di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. La bravura di Solskjær, quando i suoi non erano più in grado di tenere un certo ritmo, è stata quella di aumentare la fisicità per contrastare l’assalto finale del City.

Manchester City, la priorità è la Champions

Oggi abbiamo avuto una semplice conferma: il Manchester City ha come pensiero fisso la Champions League. I ragazzi di Guardiola non sono mai riusciti ad entrare realmente in competizione con il Liverpool per la Premier mentre in Europa riescono ad esprimere tutto il loro valore. Oggi i Citizens hanno disputato una gara piatta, priva di quelle accelerazioni che da sempre sono un marchio di fabbrica; da questo punto di vista si è fatta sentire l’assenza di De Bruyne, giocatore in grado di spostare in qualsiasi momento l’ago della bilancia del match.