Sembrava splendere il sole sul Valencia di Prandelli ma i risultati dell’ultimo mese hanno dato tutt’altra risposta: con il pareggio di oggi i Che allungano a 4 la striscia di gare senza successo e ciò che ingrandisce la negatività di questo dato è che i pareggi sono arrivati contro due squadre ampiamente alla portata.

Le sconfitte contro Celta Vigo e Barcellona sono tollerabili in un processo di crescita dovuto al nuovo corso, soprattutto il KO interno contro i Blaugrana arrivato solamente su calcio di rigore nel finale. Lasciano l’amaro in bocca come detto il pari in casa del Deportivo e soprattutto quello odierno contro un Granada che partiva molto svantaggiato.

A Mestalla ci si aspettava un Valencia più concreto e soprattutto vincente. La squadra ha avuto un buon atteggiamento, ha sicuramente provato a vincere la gara ma si è fatta mettere sotto scacco dalle ripartenze andaluse e ha trovato solamente il gol del pari senza riuscire ad impostare il piano giusto per completare la rimonta.

L’aspetto caratteriale funziona, quello tattico anche eppure i punti non arrivano. Oggi sono arrivati segnali positivi da Dani Parejo e Nani, protagonisti nell’azione dell’1-1 ma è mancato il guizzo vincente di Rodrigo per portare a casa il bottino pieno.

Prandelli ha ereditato un fardello pesante, una squadra in piena difficoltà prima da rimettere in riga e poi da portare verso parti che contano della classifica. Il primo processo sembra esser stato completato ma ora c’è bisogno di vittorie per rimettere il Valencia a stretto contatto con le zone europee e non al centro dell’anonimato come nella scorsa stagione.

Prandelli arriva al momento di massima difficoltà e qui dovrà dimostrare di essere l’uomo giusto per una delle panchine più difficili di tutta la Spagna.