Pallone d’Oro: storia di una crisi quasi irreversibile del nostro calcio

Pallone d'Oro

Pallone d'Oro Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Agosto 8, 2025

Gianluigi Donnarumma è l’unico italiano candidato italiano al Pallone d’Oro 2025, un risultato che da una parte riaccende la speranza per il calcio italiano dopo anni di assenza quasi totale da una delle liste più prestigiose del panorama mondiale, dall’altra sembra rappresentare una magnifica eccezione.

Donnarumma, una magnifica eccezione

Se l’exploit del 2021, grazie alla vittoria dell’Europeo, aveva riportato gli azzurri alla ribalta, il nuovo ingresso del portiere del PSG  nella lista dei candidati alla vittoria del Pallone d’Oro  (seppur con poche possibilità di vincerlo) rappresenta una rara eccezione in un contesto segnato da un crollo progressivo della presenza italiana tra i top player globali. Una crisi iniziata dopo il trionfo mondiale del 2006 e acuitasi negli ultimi dieci anni, in cui il calcio italiano ha faticato a esprimere giocatori capaci di imporsi a livello individuale. Donnarumma, che già nel 2021 si era classificato decimo, torna ora tra i 30 finalisti con buone possibilità di entrare nella top 10, riportando l’Italia nel gotha del calcio internazionale.

Dal trionfo del 2006 di Cannavaro al vuoto

Dal trionfo del 2006 in poi si è aperta una voragine. Nel 2006 il Pallone d’Oro parlava italiano: Fabio Cannavaro lo vinse, Buffon arrivò secondo, e altri quattro italiani, Pirlo, Gattuso, Toni e Zambrotta, si inserirono nella top 20. Era l’apice di una generazione irripetibile ma anche l’inizio di un lento declino. Già nel 2009, 2010 e 2011 nessun italiano fu candidato. Trend proseguito sino al 2014, da quando soltanto tre edizioni hanno visto almeno un italiano tra i finalisti. Il picco più recente risale al 2021, quando Jorginho arrivò terzo e ben cinque azzurri furono presenti nella lista, sull’onda lunga della vittoria a Euro 2021. Il classico fuoco di paglia: nessun italiano nel 2022 e nel 2024, con Barella unico presente nel 2023 al 26° posto.

Pallone d’oro, fotografia della difficoltà del nostro calcio

La costante assenza degli italiani dalla classifica di un premio che per quanto discusso per i criteri di assegnazione, (un portiere non lo ha mai vinto e diverse edizioni hanno sollevato enormi polemiche) rispecchia le difficoltà del nostro calcio, tra settori giovanili in crisi, una Serie A poco attrattiva per i grandi talenti e un sistema che fatica a produrre top player in grado di competere con i colossi europei. In questo scenario, la candidatura di Gianluigi Donnarumma al Pallone d’Oro assume un significato simbolico. Portiere titolare del PSG e della Nazionale italiana, Donnarumma è tra i migliori nel suo ruolo a livello mondiale. Lecito chiedersi se  quella del numero uno azzurro si tratti di una singola eccezione o dell’inizio di un nuovo ciclo per il calcio italiano.

Change privacy settings
×