17 giugno 2001: Roma, 25 anni dall’ultimo scudetto

Roma Scudetto 2001

Roma Scudetto 2001 immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Giugno 17, 2026

17 giugno 2001, 17.03. La Roma è Campione d’Italia per la terza e sinora ultima volta nella sua storia. Sono passati 25 anni. Un quarto di secolo senza titolo nazionale è un’eternità. L’ultimo tricolore resta quello conquistato dalla Roma guidata da Fabio Capello, in una stagione che ha rappresentato uno dei picchi più alti della storia del club.

Il 2001: lo scudetto che ha cambiato la storia della Roma

Un progetto costruito con ambizione dalla presidenza di Franco Sensi, che decise di alzare ulteriormente l’asticella dopo il secondo posto dell’anno precedente e lo scudetto sfiorato.La rosa era una delle più forti mai viste della storia del club: accanto a Francesco Totti, simbolo assoluto della squadra, ruotava un gruppo di campioni come Gabriel Batistuta, arrivato per completare un attacco stellare con Vincenzo Montella anche se fu decisivo poi Marco Delvecchio, da esterno a tutta fascia. Sulle fasce,  a sinistra Vincent Candela, a destra Cafu. In mezzo alla difesa Walter Samuel e Carlos Zago. A comandare le operazioni a centrocampo Emerson e Tommasi. Una squadra costruita per vincere. E così fu.

La stagione perfetta e il finale da brividi contro la Juventus

Il campionato della Roma 2000-01 fu quasi irreale per continuità e forza espressa: 22 vittorie, 9 pareggi e appena 3 sconfitte. Un rendimento che portò i giallorossi a stabilire, all’epoca, un record di punti in Serie A. Il duello con la Juventus arrivò fino all’ultima curva, trasformando la stagione in una corsa punto a punto. Alla vigilia dell’ultima giornata, la Roma era avanti di due punti sui bianconeri. All’Olimpico arriva il Parma, già qualificata alle competizioni europee. La pressione era altissima: un solo risultato contava davvero, la vittoria. Capello se la giocò senza paura, schierando dall’inizio il tridente leggendario con Totti, Montella e Batistuta. Scelta premiante: Totti sbloccò il match, Montella raddoppiò e Batistuta chiuse virtualmente i conti con il 3-0. Il gol di Di Vaio per il Parma servì solo a rendere il finale meno scontato, ma non cambiò la sostanza.

Il triplice fischio e una città in festa: il giorno dello scudetto

Gli ultimi minuti restano impressi nella memoria collettiva dei tifosi. L’invasione di campo anticipata costrinse a una breve sospensione, con Capello furioso nel tentativo di riportare ordine. Poi la ripresa e il fischio finale che sancì la storia: la Roma campione d’Italia per la terza volta. Fu una festa totale, esplosa tra lo Stadio Olimpico e tutta la città. Quel gruppo entrò nella leggenda non solo per il titolo, ma per il modo in cui lo conquistò: con autorità, qualità e una leadership tecnica e mentale rara per il calcio italiano dell’epoca. Da allora, la Roma ha vissuto stagioni altalenanti, cambi di proprietà, cicli tecnici diversi e numerosi tentativi di ritorno al vertice. Oggi, a 25 anni di distanza, il ricordo del 2001 resta un riferimento costante e quasi un modello da inseguire: una squadra costruita per vincere davvero. 

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