Chivu si è preso l’Inter? La risposta dopo la sosta

Cristian Chivu, allenatore Inter

Cristian Chivu, allenatore Inter Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Ottobre 10, 2025

L’Inter è tornata. Dopo un avvio di stagione incerto e le prime critiche seguite alle sconfitte contro Udinese e Juventus, i nerazzurri hanno rialzato la testa con autorità. La mano di Cristian Chivu è sempre più evidente: cinque vittorie consecutive tra campionato e Champions League, tredici gol segnati e solo due subiti. Numeri che raccontano la crescita di una squadra che, nel momento più difficile, ha ritrovato compattezza e convinzione.

L’approccio vincente di Chivu: una squadra ritrovata

L’ex difensore rumeno, alla sua prima vera grande occasione in panchina, ha imposto un metodo tanto semplice quanto efficace: responsabilizzare i giocatori. Nessuno è titolare per diritto, tutti devono guadagnarsi il posto fino all’ultimo allenamento. Chivu comunica la formazione soltanto tre ore prima della partita, una scelta studiata per mantenere alta la concentrazione e l’adrenalina del gruppo. Negli allenamenti, il continuo cambio di pettorine e ruoli crea un clima di sana competizione, spingendo ognuno a farsi trovare pronto. Una strategia che, almeno per ora, sembra aver restituito all’Inter quella ferocia agonistica che aveva smarrito negli ultimi mesi dell’era Inzaghi.

Come gioca l’Inter: meno ragionata, più verticale

Rispetto al recente passato, l’Inter di Chivu mantiene la struttura tattica di base ereditata da Simone Inzaghi, ma con sostanziali innovazioni. La costruzione dal basso è più rapida e verticale. Anche il pressing è cambiato. Oggi l’intensità è costante e aggressiva: i centrali chiamati sino chiamati a difendere in avanti e gli esterni che spingono con continuità, trasformandosi in veri e propri attaccanti aggiunti. L’idea di Chivu è chiara: rendere l’Inter più imprevedibile, dinamica e “europea” I dati confermano la rivoluzione. L’Inter è prima in Serie A per passaggi filtranti (34), attacchi in profondità (95), passaggi chiave (39), tocchi in area di rigore (209), calci d’angolo (52). cross (127), big chance create (21) e gol attesi (xG) con un valore di 12,1.

I numeri del nuovo corso e le sfide che attendono i nerazzurri

Naturalmente, restano i dubbi legati alla qualità degli avversari affrontati finora: Ajax, Sassuolo, Cagliari, Slavia Praga e Cremonese non rappresentano test di alto livello. Ma l’atteggiamento mostrato, la coesione e la fiducia ritrovata lasciano intravedere un progetto solido. Dopo la sosta, però, arriveranno le prove del nove: tre trasferte consecutive contro Roma, Union Saint-Gilloise e Napoli, seguite dalla sfida interna con la Fiorentina e dal doppio appuntamento di novembre contro Milan e Atletico Madrid. Un ciclo che dirà molto, quasi tutto, su ambizioni e potenzialità. Se l’Inter saprà mantenere la stessa intensità e mentalità mostrata nelle ultime settimane, Chivu potrà davvero dire di aver trovato la sua nuova Inter affamata di vittorie.

 

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