Dal sogno al baratro: il crollo del Leicester in dieci anni

Leicester

Il Leicester rischia una penalizzazione. Foto: Ansa (footbola.it)

Pasquale Luigi Pellicone

Aprile 23, 2026

A distanza di un decennio da uno dei trionfi più sorprendenti nella storia del calcio, il Leicester vive oggi la fase più buia della sua storia recente. Il club inglese, campione nel 2015-16, è scivolato fino alla League One nel 2026, completando una doppia retrocessione consecutiva che certifica un declino tanto rapido quanto strutturale.

Leicester, dal titolo del 2016 alla prima retrocessione 

Il 2 maggio 2016 rappresenta una data simbolo: il Leicester conquista matematicamente la Premier League, chiudendo una stagione irripetibile sotto la guida di Claudio Ranieri. Con 81 punti in 38 giornate, la squadra costruisce un’impresa fondata su organizzazione tattica e rendimento oltre le aspettative di giocatori come Jamie Vardy (24 gol), Riyad Mahrez e N’Golo Kanté. Negli anni successivi, il club riesce a mantenersi competitivo, centrando piazzamenti europei e vincendo la FA Cup nel 2021. Tuttavia, già nella stagione 2021-22 emergono segnali di difficoltà: calo di risultati, riduzione degli investimenti e una rosa progressivamente meno competitiva. Il punto di rottura arriva nel campionato 2022-23. Il Leicester chiude al 18° posto con 34 punti, retrocedendo dopo sette anni consecutivi in Premier League. Nonostante il settimo monte ingaggi del campionato, la squadra paga un rendimento insufficiente (solo 9 vittorie) e una gestione tecnica inefficace, con l’esonero tardivo di Brendan Rodgers avvenuto ad aprile 2023.

Promozione illusoria e scelte sbagliate (2023–2025)

Nella stagione 2023-24, il Leicester riparte dalla Championship con ambizioni di immediata risalita. La scelta di affidare la panchina a Enzo Maresca si rivela inizialmente vincente: la squadra conquista la promozione diretta chiudendo al primo posto. Tuttavia, la stabilità è solo apparente. Nell’estate 2024, Maresca lascia il club dopo una sola stagione, aprendo una nuova fase di incertezza tecnica. La dirigenza opta per Steve Cooper, ma il rendimento è deludente: appena 2 vittorie nelle prime 12 giornate di campionato. A novembre 2024 arriva un nuovo cambio in panchina con Ruud van Nistelrooy, ma la situazione peggiora ulteriormente. Il dato più emblematico è una serie negativa senza precedenti: 9 partite casalinghe consecutive senza segnare. La squadra perde identità, efficacia offensiva e fiducia.

Il crollo definitivo e la crisi finanziaria 

La stagione 2025-26 segna il punto più basso. Il Leicester retrocede con cinque giornate di anticipo, scivolando in League One per la seconda volta nei suoi 142 anni di storia. Decisivo il pareggio per 2-2 contro l’Hull City, che sancisce matematicamente la discesa. Un dramma sportivo che affonda le radici nella drastica riduzione del budget, degli introiti commerciali e televisivi e del crescente indebitamento. Un quadro critico divenuto instabile e poi quasi irreversibile. E così in dieci anni, il club è passato dal titolo nazionale alla terza divisione, evidenziando l’importanza di sostenibilità finanziaria, pianificazione strategica e stabilità gestionale. Una parabola che resterà nella storia del calcio : prima come favola, poi come monito.

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