Due gol nel derby della Mole, una prestazione da trascinatore e quella smorfia al momento della sostituzione che sa tanto di messaggio. Dušan Vlahović si è preso la scena nell’ultima notte di Serie A, lasciando aperto più che mai il grande interrogativo sul suo futuro con la Juventus. La qualificazione in Champions, fallita, era l’obiettivo minimo della stagione bianconera.
Vlahovic e il derby: il cerchio che si chiude
Il centravanti serbo ha voluto ricordare a tutti il suo valore: quando sta bene fisicamente, continua a essere uno degli attaccanti più devastanti del campionato italiano.Se quella contro il Torino dovesse davvero essere stata l’ultima partita di Vlahovic con la maglia bianconera, allora il destino avrebbe costruito una chiusura perfetta. Il serbo aveva infatti deciso il suo primo derby in trasferta il 15 ottobre 2022 e, quasi simbolicamente, ha fatto lo stesso anche stavolta. Una doppietta pesantissima, arrivata in un contesto emotivo e tecnico complicato, che gli ha permesso di superare quota dieci gol stagionali nel 2025-26. Il problema, però, è che i numeri individuali non sono bastati a salvare la stagione juventina. Gli otto gol in campionato e i due in Champions League non hanno permesso alla squadra di raggiungere i traguardi fissati a inizio anno. Ecco perché il futuro del numero 9 resta sospeso tra permanenza e addio.
La sostituzione e il messaggio alla Juventus
La doppietta nel derby è sembrata così una risposta diretta alla società. Un segnale lanciato alla dirigenza, ma anche ai top club europei che osservano con attenzione la situazione. Perché il vero nodo resta sempre lo stesso: chi è disposto oggi a investire forte su Vlahovic? La Juventus sa bene che, in condizioni fisiche ottimali, il serbo garantisce gol e presenza offensiva di alto livello. Ma allo stesso tempo il club deve fare i conti con costi molto pesanti e con una continuità atletica che negli ultimi anni è mancata troppo spesso. Anche con l’ambiente c’è più di un nodo da sciogliere: quando Luciano Spalletti ha deciso di richiamare Vlahovic in panchina per inserire David, attaccante che per mesi era stato indicato come possibile erede del serbo. La reazione del centravanti non è passata inosservata: volto contrariato, tensione evidente e la sensazione che dietro quel cambio ci fosse molto più di una scelta tecnica.
Rinnovo o addio: il nodo ingaggio complica tutto
Siamo solo all’inizio del braccio di ferro. Nelle prossime settimane entrerà nel vivo il tavolo legato al rinnovo. L’attuale accordo di Vlahovic pesa circa 12 milioni di euro netti a stagione: significa che alla Juve ne costa quasi il doppio e basta e avanza per rappresentare uno dei principali ostacoli alla permanenza. L’entourage del giocatore, guidato dal padre Milos, non sembra intenzionato a scendere sotto quota 8 milioni, mentre la nuova dirigenza bianconera punta a ridurre sensibilmente il monte ingaggi. La Juventus, infatti, non vorrebbe spingersi oltre le cifre garantite a Kenan Yıldız, attorno ai 7 milioni, pur considerando bonus e commissioni. L’amministratore delegato Damien Comolli appare deciso a non fare ulteriori concessioni. Tutto dipenderà quindi dal mercato internazionale: se arriverà un’offerta importante da un top club europeo, la separazione potrebbe diventare inevitabile.
