Il Milan riparte: adesso Cardinale prende il controllo

Gerry Cardinale Milan

Immagine | Ansa

Pasquale Luigi Pellicone

Maggio 27, 2026

È l’alba di una nuova era a Casa Milan. Dopo una stagione deludente e una mancata qualificazione alla Champions League che pesa come un macigno, la proprietà guidata da Gerry Cardinale ha deciso di intervenire in modo netto e diretto sull’intera struttura del club.

Il Milan riparte: le scelte di Cardinale

Il cambio di ruolo è netto. Non sarà più un semplice supervisione, ma assumerà una presa di controllo più incisiva, con l’obiettivo di ridisegnare completamente l’assetto sportivo e dirigenziale. L’idea centrale è quella di costruire un sistema più coerente e funzionale, in cui tutte le componenti – dirigenza, area tecnica e panchina – lavorino in piena sinergia. Un modello che, secondo la proprietà, è mancato nella stagione appena conclusa e che ha portato a risultati al di sotto delle aspettative. Il primo fronte su cui si interviene è quello dirigenziale. L’attuale assetto non ha garantito l’equilibrio necessario tra gestione economica e costruzione sportiva, e per questo motivo si va verso un profondo rinnovamento. La decisione finale spetterà a Cardinale, sempre più al centro delle scelte strategiche, ma dopo l’addio di Tare e Furlani è evidente che la linea da seguire sarà di rottura con il recente, fallimentare, passato.

 

Rivoluzione dirigenziale: AD e direttore sportivo

Nel nuovo progetto non sembrano esserci spazi per ritorni dal passato: profili come Paolo Maldini, pur stimato dalla proprietà, non rientrerebbero nei piani per divergenze di visione gestionale, mentre anche figure esperte come Adriano Galliani restano lontane dall’orizzonte operativo del club. La linea tracciata è chiara: servono dirigenti più giovani, con un approccio moderno e orientato alla collaborazione interna. L’obiettivo è nominare nel giro di pochi giorni un nuovo amministratore delegato e un nuovo direttore sportivo, figure che dovranno lavorare in piena sintonia con la proprietà e con il futuro allenatore. l Milan, dunque, si prepara a un cambio di rotta profondo. Una ristrutturazione totale che coinvolge ogni livello del club e che punta a ricostruire un’identità forte, moderna e competitiva.  Le prossime due settimane saranno decisive per definire il futuro del club rossonero.

Nuovo allenatore e filosofia: il Milan vira sull’attacco

Il cambiamento più evidente riguarderà però la panchina. Il progetto tecnico precedente non ha convinto la proprietà, soprattutto per un’impostazione giudicata troppo prudente e poco proattiva. Massimiliano Allegri, inizialmente considerato per una continuità di gestione, è stato esonerato perché senza futuro. La nuova direzione punta su un tecnico con una filosofia completamente opposta L’idea è quella di costruire una squadra capace di dominare il gioco piuttosto che subirlo. Tra i profili valutati ci sono allenatori giovani o emergenti, anche stranieri, con una forte identità tattica propositiva. Il nome di Cesc Fàbregas viene citato come riferimento stilistico, anche se non sarà lui a sedersi in panchina. in questo nuovo contesto, anche la figura di Zlatan Ibrahimović resta centrale ma con un ruolo diverso: consulente esterno e punto di riferimento informale, senza incarichi dirigenziali diretti nell’organigramma.

 

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