Nuove ombre si allungano sull’Associazione Italiana Arbitri e sulla gestione delle valutazioni interne che determinano promozioni, conferme e dismissioni dei direttori di gara. E il rischio concreto è che il caso possa trasformarsi nell’ennesimo terremoto istituzionale del calcio italiano, scosso dal caso legato a Maria Sole Ferrieri Caputi.
Bufera sull’AIA: un esposto scuote il sistema arbitrale italiano
Tutto risale a pochi giorni dalla conclusione del campionato di Serie A 2025-26, un esposto presentato dal presidente della sezione AIA de L’Aquila, Guido Alfonsi, ha acceso i riflettori su presunte anomalie nelle designazioni degli osservatori arbitrali e sulle conseguenze che queste avrebbero avuto sulla graduatoria finale della CAN A-B. La segnalazione, inviata sia alla Procura Federale della FIGC sia alla Procura di Milano, coinvolge indirettamente anche l’ex designatore Gianluca Rocchi e il suo successore ad interim Dino Tommasi. La Procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha già aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda. Al centro dell’indagine ci sarebbe un cambio di osservatori arbitrali avvenuto prima dell’ultima giornata di campionato. Una modifica apparentemente ordinaria, ma che secondo l’esposto avrebbe inciso in modo determinante sulla classifica di rendimento dei fischietti italiani.
Il voto a Ferrieri Caputi e l’effetto sulla graduatoria
Il caso ruota attorno alla direzione di Lazio-Pisa affidata a Maria Sole Ferrieri Caputi. Inizialmente, l’osservatore designato per la gara dell’Olimpico sarebbe dovuto essere Andrea Antonelli, poi dirottato su Napoli-Udinese. Al suo posto è stato inviato Sandro Rossomando, originariamente previsto per il match del Maradona. Secondo Alfonsi, proprio questa inversione avrebbe avuto conseguenze decisive. Rossomando ha infatti assegnato a Ferrieri Caputi un 8.40, valutazione considerata insufficiente per permetterle di entrare tra i primi 25 arbitri della graduatoria stagionale. Quel punteggio ha avuto un peso enorme sugli equilibri finali. Il regolamento dell’AIA prevede infatti che gli arbitri con oltre dieci anni di permanenza in CAN A-B debbano restare nella top 25 per evitare la dismissione automatica. Con Ferrieri Caputi fuori dai primi 25, Antonio Rapuano ha mantenuto l’ultimo posto utile per la permanenza. A pagarne le conseguenze è stato invece Federico Dionisi, retrocesso al 41° posto e quindi escluso dall’organico arbitrale per la prossima stagione.
L’indagine federale e le accuse contenute nell’esposto
Nel documento inviato alla Procura federale, Alfonsi utilizza espressioni dure, parlando di situazione “evidentemente pianificata” e di una “ingiustizia inconfutabile” ai danni di Dionisi. Secondo il presidente della sezione aquilana, il voto attribuito a Ferrieri Caputi sarebbe stato “indotto dall’alto”, nonostante una direzione di gara ritenuta priva di errori rilevanti. Un’accusa pesante che, se confermata, aprirebbe uno scenario delicatissimo sull’autonomia delle valutazioni tecniche all’interno del mondo arbitrale. L’inchiesta della Procura FIGC punta ora a verificare la regolarità delle modifiche nelle designazioni degli osservatori, eventuali pressioni sulle valutazioni finali, possibili alterazioni della graduatoria arbitrale, responsabilità disciplinari da parte dei dirigenti coinvolti. I tempi dell’indagine sono fissati in 60 giorni, con la possibilità di una proroga di ulteriori 40. Nel frattempo, il clima all’interno dell’AIA resta tesissimo.
