Gian Piero Gasperini ha fretta. I Friedkin meno. La stagione della Roma si è conclusa con un risultato che pochi avrebbero pronosticato dodici mesi fa ma la sensazione è che si ricada negli stessi errori che hanno caratterizzato la gestione americana. Il ritorno in Champions League, rappresenta molto più di una semplice qualificazione europea: è il simbolo di una crescita rapida e concreta che ha permesso al club giallorosso di anticipare i tempi del proprio percorso di sviluppo, ma il mercato è ancora fermo.
Gasperini e la svolta tecnica che ha cambiato il volto della Roma
L’impatto dell’allenatore piemontese è stato immediato. I risultati ottenuti sul campo hanno però superato le aspettative. Attraverso un’identità tattica ben definita e una gestione efficace del gruppo, la Roma ha trovato continuità di rendimento sia contro le grandi squadre sia nelle sfide sulla carta più abbordabili. La crescita di diversi calciatori ha rappresentato uno degli aspetti più evidenti del lavoro svolto a Trigoria. Giocatori che nelle stagioni precedenti avevano alternato prestazioni positive a momenti di difficoltà sono diventati elementi fondamentali all’interno del nuovo sistema di gioco. Il tecnico ha inoltre trasmesso mentalità e ambizione a una squadra che negli ultimi anni aveva spesso faticato a mantenere elevati standard di rendimento per tutta la stagione. Proprio questa continuità ha consentito ai giallorossi di conquistare un posto nella prossima Champions League Un traguardo che però non può essere vanificato dall’immobilismo.
La Champions League cambia le prospettive del mercato
L’accesso alla massima competizione europea avrà conseguenze importanti anche dal punto di vista economico. I ricavi garantiti dalla Champions League offriranno infatti alla società maggiori margini di manovra durante il calciomercato. Un aspetto fondamentale in una fase in cui la dirigenza intende rafforzare ulteriormente l’organico per competere ai vertici del campionato italiano. L’obiettivo, al netto del “no” all’Inter per Mancini, sarà quello di inserire elementi funzionali al progetto tecnico senza snaturare l’equilibrio costruito durante l’ultima stagione. La presenza di Gasperini rappresenta una garanzia importante anche sotto questo punto di vista, considerando la sua capacità di valorizzare sia giovani prospetti sia giocatori già affermati, ma è necessario prima rinnovare i contratti a chi è stato confermato e poi andare a puntellare la rosa. Il tutto senza un direttore tecnico e a meno di un mese dalla scadenza del settlement agreement.
I Friedkin pronti ad alzare l’asticella delle ambizioni
La qualificazione alla Champions League potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nella storia recente della Roma. Il progetto della proprietà americana ha vissuto momenti complessi, ma il percorso intrapreso negli ultimi mesi sembra indirizzato verso prospettive decisamente più ambiziose. Con una base tecnica solida, una guida esperta in panchina e risorse economiche destinate ad aumentare, il club si prepara ad affrontare il futuro con rinnovate aspettative ma non ha ancora un direttore sportivo, né si ha traccia dei rinnovi contrattuali annunciati ma non ufficializzati neri su bianco. O comunque non comunicati. L’obiettivo non sarà più soltanto consolidare la propria presenza nelle competizioni europee, ma avvicinarsi stabilmente alle squadre che oggi dominano il panorama nazionale. La sensazione è che la Roma abbia finalmente imboccato una strada capace di riportarla stabilmente tra le protagoniste del calcio italiano ed europeo. A patto che ci sia una mossa sul mercato.
