Roberto Mancini, atto II: sarà lui il prossimo CT della Nazionale

Roberto Mancini

Roberto Mancini | Instagram @mrmancini10 - Footbola

Pasquale Luigi Pellicone

Giugno 9, 2026

Tre anni dopo, Roberto Mancini è pronto a tornare sulla panchina della Nazionale. L’ex commissario tecnico azzurro è ormai il grande favorito per guidare l’Italia nel nuovo ciclo che dovrà riportare gli Azzurri ai vertici internazionali dopo il terzo fallimento consecutivo nella corsa ai Mondiali.

Perché la FIGC ha scelto Roberto Mancini

Dietro il ritorno di Mancini ci sono due motivazioni principali. La prima riguarda l’imminente elezione del nuovo presidente federale, prevista il 22 giugno. Il favorito sembra essere Giovanni Malagò, da sempre molto legato all’ex ct campione d’Europa. La seconda è legata alla visione tecnica e progettuale del nuovo corso FIGC. La Federazione vuole costruire un percorso di lungo periodo con l’obiettivo di tornare protagonista ai Mondiali del 2030. Un progetto quadriennale che si sposa perfettamente con il profilo di Mancini, già capace di guidare la Nazionale per oltre cinque anni. Diverso il discorso per Antonio Conte, altra candidatura presa in considerazione ma considerata meno compatibile con una programmazione così estesa.

I risultati ottenuti nella sua prima esperienza

La prima esperienza di Roberto Mancini in nazionale è in chiaroscuro. Dopo aver raccolto una Nazionale traumatizzata dalla mancata qualificazione ai Mondiali del 2018 sotto la gestione di Gian Piero Ventura, il tecnico ha ricostruito il gruppo e lo ha portato fino all’insperato trionfo di Euro 2020 contro l’Inghilterra a Wembley. Tra i risultati ottenuti c’è anche il terzo posto in Nations League 2020-21 e il record storico di 37 partite consecutive senza sconfitte. Resta l’ombra della mancata qualificazione al Mondiale 2022 dopo la clamorosa eliminazione contro la Macedonia del Nord nei playoff ma il bilancio del primo ciclo di Roberto Mancini alla guida dell’Italia resta comunque estremamente positivo.

La giovane Italia di Mancini

Roberto Mancini potrà cercare di cancellare quel brutto ricordo ricalcando dunque il suo primo ciclo: l’atmosfera che si respira è molto simile a quella del 2018. Un ciclo finito, una nazionale da ricostruire negli uomini e nel morale ripartendo dai giovani. Uno dei motivi che ha convinto la Federazione è la capacità di Mancini di valorizzare i talenti emergenti. Del resto Mancini, anche nel suo primo mandato, non ha guardato in faccia la carta d’identità. Del resto la nuova Italia dovrà necessariamente ripartire da una generazione di talenti che comprende diversi protagonisti delle nazionali giovanili, reduci da risultati incoraggianti nelle competizioni internazionali: toccherà a Mancini accompagnarli nel percorso di crescita, bissando magari l’Europeo nel 2028. Del resto la finale si giocherà ancora una volta a Wembley.

 

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