È tempo anche per la Conference League di dare vita alla propria prima fase a gironi e la Roma si è guadagnata l’accesso nella nuova competizione grazie al preliminare vincente contro il Trabzonspor. L’esordio sarà contro quel Cska Sofia che solo un anno fa veniva sfidato anche in Europa League e che quindi ormai è di casa all’Olimpico. I bulgari possono creare qualche problema ai giallorossi, anche perché hanno sempre guardato con interesse all’Italia riuscendo anche a mettere sotto contratto alcuni giocatori come questi cinque.

 

STEFANO BELTRAME
Centrocampista avanzato dalle ottime qualità tecniche che però non è mai riuscito a esplodere completamente. Stefano Beltrame era uno dei prodotti più interessanti del vivaio della Juventus, tanto che nel 2013 debuttò in Serie A con la Vecchia Signora subentrando al posto di Marchisio e grazie a quei dieci minuti si laureò campione d’Italia. Iniziò una lunga serie di prestiti in Serie B, ma fallì in tutte le squadre. Bari, Modena, Vercelli e anche in C a Pordenone prima di partire per l’Olanda. Giocò al Den Bosch e Go Ahead Eagles e nel 2019 vestì la maglia numero dieci di biancoblu segnando anche l’ottimo bottino di quattordici reti che gli valsero il ritorno a Torino, ma solo nella squadra B. A gennaio 2020 venne acquistato dal Cska Sofia, ma la sua esperienza in Bulgaria fu complicata. Gli venne data anche la maglia numero dieci, ma vi rimase solamente fino a dicembre prima di rescindere il contratto e accasarsi al Maritímo in Portogallo.

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MARCO ESPOSITO
Promessa del calcio giovanile mai mantenuta e che purtroppo si è andato a infilare nell’odioso giro del calcioscommesse. Marco Esposito partì giovanissimo dalla sua Puglia per andare nei ragazzi del Milan, ma non debuttò mai. Passò al Meda e al Cittadella e in Veneto fu talmente positivo che riuscì a fare il doppio salto dalla C alla A. Venne acquistato dall’Ancona, ma i marchigiani vissero un’annata disastrosa e arrivarono ultimi. Esposito poté però giocare le sue uniche dodici partite di A prima di legare il suo nome al Bari, dove vinse il campionato di B nel 2009 con Conte in panchina. Non venne però confermato e dopo un anno a Mantova passò al Cska Sofia. In Bulgaria giocò solo tre presenze non lasciando un gran ricordo e già a gennaio tornò in B al Portogruaro. Nel 2012 venne squalificato per via delle scommesse e così si concluse la sua carriera.

 

 

DIEGO FABBRINI
Probabilmente tutti avrebbero scommesso su una grande carriera per Diego Fabbrini, ma alle volte il solo talento non basta. Iniziò la carriera nell’Empoli dando l’impressione di essere un predestinato e guadagnandosi in poco tempo la Nazionale Under 21. Nel 2011 passò all’Udinese con Guidolin che stravedeva per lui nonostante ne dosasse l’utilizzo. Nel 2012 fu titolare in entrambi i preliminari con il Braga ma risultò evanescente, ma riuscì a debuttare in Nazionale maggiore in un amichevole contro l’Inghilterra e da lì iniziò la sua parabola discendente. A gennaio venne prestato al Palermo e da lì fu un inutile girovagare per l’Europa senza risultati. Tanti anni in Inghilterra, un passaggio in Spagna e quello al Cska Sofia nel 2019 dove fu un completo disastro. Vi rimase solo per due mesi dove giocò i preliminari di Europa League e cinque partite di campionato prima di partire per Bucarest, direzione Dinamo.

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FABRIZIO GRILLO
Difensore dalle buone qualità che iniziò nelle giovanili delle due squadre della sua Roma, prima in biancoceleste e poi in giallorosso, non riuscendo mai a esordire. Tanta Serie C con Sambenedettese e Arezzo, prima del debutto in B a Crotone. Nel 2010 per Grillo iniziò l’avventura bulgara con il Cska Sofia, dove ebbe però un ruolo da comprimario. Riuscì a debuttare in Europa League, ma alla fine totalizzò la miseria di nove partite tra campionato, Coppa e torneo europeo. Tornò in Italia vivendo ottimi anni a Varese, sfiorando la promozione in Serie A, e a Siena dove debuttò con gol al Napoli nella massima serie. Si ritirò nel 2018 con la maglia della Triestina.

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CHRISTIAN TIBONI
Avrebbe dovuto essere uno dei tanti talenti sbocciati dal florido settore giovanile dell’Atalanta, invece Christian Tiboni non riuscì ad avere la carriera sperata. In Serie A giocò con bergamaschi e Udinese prima di iniziare un’infinità di prestiti in giro per lo Stivale. Nel 2010 decise di lasciare il Belpaese per andare al Cska Sofia, ma anche in Bulgaria fu un totale disastro. Riuscì a segnare nella sua unica partita disputata in Europa League contro i gallesi del The New Saints il gol del 2-2 che contribuì a qualificare la squadra al girone principale, ma fu la sua unica gioia bulgara. Tornò in Italia prima al Verona e poi in tante squadre di serie minori finendo ora al San Nicolò.