Una rivalità latinoamericana è sempre accesa, sentita e passionale, anche se si percorre qualche chilometro di troppo verso nord e si va in Messico. Come tante città da quelle parti Guadalajara è divisa in due e il Clasico Tapatío (aggettivo utilizzato per gli abitanti dello stato Jalisco) è uno degli appuntamenti imperdibili dell’anno: Chivas contro Atlas, l’eterna sfida tra due classi sociali differenti replicata anche nella città di Speedy Gonzales.

I Chivas hanno vinto molto di più nella storia del calcio messicano mentre l’Atlas vanta solamente un campionato ma questo non sminuisce l’importanza del derby in questa città.

L’episodio che vi andiamo a raccontare è il momento clou della storia del Clasico Tapatío: siamo nell’aprile del 1955 nella finale de la Copa de Occidente. L’Atlas è tornato in Primera Division dopo un anno di purgatorio in Segunda e vuole prendersi una rivincita contro gli eterni rivali ma andrà incontro alla peggior giornata della sua storia.

Contro l’Atlas non giocavano semplicemente i Chivas ma anche il portiere Jaime Gomez, per tutti “Tubo“. Il portiere rojiblanco era molto di più di un personaggio, era il vero simbolo della rivalità tra le due squadre di Guadalajara: Tubo non sopportava l’idea che l’Atlas fosse la prima squadra del Jalisco ad aver vinto un campionato e che i Chivas non si fossero ancora laureati campioni (il primo titolo arriverà nel 1957 e darà il via ad una lunga serie di successi) 4 anni dopo lo storico titolo rojinegro.

Fu in questo clima che si giocò il famoso derby che vi stiamo per narrare: al Martinez Sandoval, conosciuto anche come Parque Oro Jaime Gomez fece di tutto per rendere la vita impossibile ai giocatori avversari, ripetutamente appellati come “Margaritas” viste le origini inglesi del club. Le sorti della gara volgevano nettamente a favore dei Chivas ed il pubblico dell’Atlas utilizzò le peggiori parole del vocabolario messicani per lanciare ingiurie contro il carismatico portiere avversario.

E così che nacque il gesto che passò alla storia: Tubo Gomez sul punteggio di 5-0 per i suoi decise di umiliare gli avversari incapaci di presentarsi davanti alla sua porta. Rimediò una rivista da qualche parte in mezzo al pubblico e in totale tranquillità si mise a leggerla seduto sul suo palo.

Gesto mai digerito dal popolo rojinegro: si dice che qualcuno avesse addirittura intenzione di ucciderlo ma l’episodio per fortuna finì solo per incendiare la rivalità senza conseguenze drastiche.

Quel giorno nacque anche una grande squadra, quei Chivas che da lì in poi diventeranno una delle potenze principali del calcio messicano e che troveranno un’altra storica rivalità contro una squadra di Città del Messico, il Club América, con cui condivideranno tante battaglie per campionati e coppe.

Oggi però è di nuovo il giorno del Clasico Tapatío e a Guadalajara si può pensare solo a questo derby tanto folle da far esplodere l’odio verso gli altri con gesti come quelli di Tubo Gomez.