La Paz, la Capitale con la maggior altimetria del mondo, in grado di oscillare tra i tremila e i quattromilacento metri. La vita non è semplice per gli ottocentomila abitanti della principale città boliviana, con l’ossigeno che non sempre è presente negli ospedali e l’aria rarefatta che limita i movimenti. Il calcio però è uno sport in grado di unire tutte le persone in tutti i luoghi del mondo e, come tutti i veri sudamericani, anche qui la passione è accesa e a dividere la città c’è lo scontro tra Bolívar e The Strongest.
I primi a nascere furono i gialloneri con il nome inglese nel 1908, ma incredibilmente non furono i britannici a creare questo sodalizio. Fu un’idea dell’allora presidente José León López Villamil che inizialmente addirittura chiamò il club “The Strong” salvo poi modificarlo leggermente tre anni dopo. Effettivamente nei primi anni della sua vita la squadra sembrava una macchina perfetta, almeno per gli standard della Capitale, tanto da vincere ben nove campionati di La Paz fino al 1925. Un anno da cerchiare in rosso nella storia del calcio boliviano perché portò alla nascita dell’antagonista principale del The Strongest, il Bolívar. I celesti furono fondati da un gruppo di amici proprio nell’anno del centenario dall’indipendenza dalla Spagna e così il nome venne scelto come omaggio al Libertador. Inutile dire che questa decisione aumentò esponenzialmente la popolarità della squadra nella Capitale e si poté così iniziare con il Clásico Paceño.

 

Il primo derby della storia venne giocato nell’ottobre del 1927 all’ippodromo e la maggior esperienza de “El Tigre de Achuman” portò alla vittoria della prima squadra della Capitale per 1-0. Tra guerre civili interne e il professionismo che non ne voleva sapere di attecchire in Bolivia, la rivalità fu una delle tante del distretto di La Paz fino alla fondazione della Primera División nel 1977. Nel mezzo erano arrivate molte delusioni a livello continentale e ci vollero ben cinque anni per vincere una partita ufficiale fuori dalla propria nazione, con The Strongest che sconfisse il Deportivo Quito nella Copa Libertadores 1965. I gialloneri però non riuscirono mai a imporsi in Sudamerica come una vera e propria potenza, tanto che non riuscirono mai a superare gli ottavi di finale della principale competizione continentale e non andò molto meglio in Sudamericana con il massimo ottenuto dai quarti di finale del 2003. Molto meglio invece è andata all’Academia che nel 2014 arrivò in semifinale di Libertadores, prima di inchinarsi ai futuri campioni del San Lorenzo, e nel 2004 sfiorò il sogno del primo titolo internazionale. Nella finale della Copa Sudamericana affrontò il Boca Juniors e all’Estadio Hermano Siles fu una rete di Chiorazzo a regalare un sogno e la vittoria ai celesti. Ci voleva però l’impresa a Buenos Aires, ma era troppa la superiorità degli Xeneizes. Palermo e Tevez trafissero Machado e il 2-0 valse agli argentini il trofeo. In campionato le due sono le squadre più titolate, ma la recente serie impressionante di secondi posti del The Strongest ha portato il Bolívar a essere ampiamente la più vincente. Sono ben ventitre contro dodici i titoli dei più giovani paceñi, e dal 2017 al 2019 i gialloneri hanno ottenuto sei medaglie d’argento consecutive tra Apertura e Clausura. Un record davvero incredibile dato che anche Wilstermann e San José hanno potuto beneficiare di questa avversione alla vittoria del Tigre. A causa del Coronavirus è stato interrotto anche il campionato in Bolivia, ma l’ultimo scontro diretto è stato incredibile con il Bolívar in grado di vincere per 5-4 una partita pazzesca che a fine primo tempo la vedeva in svantaggio per 2-4.
Questo risulta essere il trecentosettantottesimo incontro ufficiale tra le due rivali storiche e i celesti stanno sempre più prendendo il largo per quanto riguarda i successi. Sono ben centocinquantanove le sue vittorie contro le novantasette dei gialloneri e tra le sfide più emozionanti ci sono state quelle in Copa Libertadores. Furono ben sei infatti gli scontri in campo internazionale e i primi avvennero nel 1989 e con due 0-0 che permisero al Bolívar di passare la fase a gironi, mentre furono fatali per il The Strongest. Altri due pareggi senza reti nel 1994, ma questa volta le due arrivarono prima e seconda davanti ai venezuelani del Minervén e Sport Marítimo, e il sorteggio li mise una contro l’altra già agli ottavi. Questa volta fu un dominio de L’Academia che vinse per 2-1 la prima partita e addirittura per 4-0 il ritorno, approdando così ai quarti di finale. Il Tigre però si rifece in Copa Sudamericana quando eliminò ai rigori i rivali dopo due pareggi nel 2003 e vincendo con un doppio 2-1 nel 2005. Il miglior marcatore di sempre nella storia del Clásico è l’uruguaiano William Ferreira che è andato e venuto varie volte dalle parti di La Paz sempre per vestire la maglia celeste del Bolívar e per segnare ben ventitre reti ai rivali di una vita. Il miglior cannoniere del The Strongest è stato invece il paraguaiano, naturalizzato boliviano, Pablo Daniel Escobar che ha segnato per ben ventuno volte ai celesti e per tutti era il Patrón del Gol.

Il derby è uno dei più sentiti del mondo anche sugli spalti e le loro hinchadas fanno sì che lo spettacolo non manchi anche sugli spalti. La curva del Bolívar è capeggiata dal gruppo “La Vieja Escuela“, mentre i più antichi della Capitale hanno nel “La Gloriosa Ultras Sur” il gruppo principale. La curiosità sta nel fatto che i celesti si trovano nella Curva Nord e nel primo anello, come da consuetudine delle tifoserie sudamericane, mentre i gialloneri hanno optato per la parte più alta dell‘Hernando Siles, in classico stile europeo.
Due volti della stessa città, una rivalità storica che non tramonterà mai, perché a La Paz o sei uno dell’Academia o sei un Tigre.