Dopo l’Ajax anche il Psv accede ai gironi di Champions dopo l’assenza pesante di un anno: i Boeren surclassano per 3-0 i campioni di Bielorussia, al Philips Stadion, dopo il successo per 3-2 alla Barysaŭ-Arėna. I Boeren dimenticano la figuraccia dello scorso anno con l’eliminazione ai preliminati di Europa League: un bel regalo ai proprio tifosi che possono godersi una squadra ostica, brava nella fase offensiva e attenta in quella difensiva. Van Bommel sta lavorando molto bene e questo è il primo traguardo raggiunto dall’ex Milan.

RISORGE IL PSV E TORNA TRA LE GRANDI D’EUROPA DOPO UN ANNO NERO

Il Psv festeggia meritatamente la qualificazione alla fase a gironi di Champions: gli uomini di Van Bommel liquidano, senza troppi problemi, gli avversari del Bate Borisov grazie ad un 3-0 senza scampo. I biancorossi, al Philips Stadion, hanno dominato dal primo all’ultimo minuto, consolidando fin da subito l’ottimo risultato dell’andata.

Van Bommel riporta la formazione di Eindhoven nella massima competizione europea dopo un anno nero, illuminato dalla vittoria dell’Eredivisie. Un anno senza coppe internazionali dovuta alla prematura eliminazione proprio ai preliminari di Europa League a causa di un calcio poco incisivo, insicuro e poco qualitativo. Al terzo turno preliminare è stato fatale il modesto Osijek (due sconfitte entrambe per 1-0). Cocu venne buttato fuori senza troppi fronzoli e, dopo aver abbandonato anche la KNVB Beker, l’unico obiettivo rimase il campionato, centrato senza particolari problemi e con una condizioni in crescendo. Il Psv dominò il torneo nazionale inanellando, per ben due volte nella stagione, i 10 successi consecutivi.

Già Cocu, grazie all’arrivo di Lozano e con la rinascita di De Jong nel girone di ritorno, stava mettendo le basi per riportare i biancorossi in Europa, tra le formazioni più importanti del contentinente. In estate ecco l’arrivo di Van Bommel e in difesa giungono Dumfries e Angelino al posto dei partenti Brenet e Arias. L’ex Milan prende in mano un’eredità pesante ed decide di non stravolgere i meccanismi funzionanti, anzi, alla perfetta macchina inserirsce solo quello che manca. In campionato e nei preliminari di Champions il Psv ha avuto maggiore accortezza dietro (dove bisogna ancora lavorare per i cali di concentrazione), più cinismo sotto porta, ma soprattutto tanta grinta che ha permesso di vincere non solo partite al 90′ inoltrato, ma anche svicolare situazioi estremamente ostiche.

Lo schema è sempre il 4-3-3 con Lozano-De Jong-Bergwijn mattatori dell’attacco: il messicano è tornato ancora più maturo ed esperto dal Mondiale in Russia e ha messo già a segno il 4° centro in 5 partite mentre Luuk non ha perso la sua vena realizzativa e che è sempre stato un marchio di fabbrica del Psv. Pereiro da laterale d’attacco è stato spostato un passo indietro, nel ruolo di trequartista per sfruttare al meglio i suoi inserimenti e i precisi suggerimenti. Il ragazzo viene completato da Hendrix, in fase d’impostazione, e Rosario, in fase di rottura. Un grandissimo equilibrio che permette ad Angelino e Dumfries di poter spingere sulle fasce laterali dando il tempo anche di rientrare nei momenti difficili. Tante verticalizzazioni, ma soprattutto un 11 titolare che si muove con criterio, senza mai allungarsi troppo.

Nella gara di ieri il Psv ha dimostrato di aver messo la testa a posto e di poter affrontare qualunque avversario: Lozano regala un fantastico gol dopo aver centrato una traversa. Chiude i conti il solito De Jong, mentre ad aprire la festa è Bergwijn. Il Bate Borisov si è rivelato un avversario non proprio all’altezza dei campioni d’Olanda anche se squadre inferiori hanno dato grosse delusioni al club di Eindhoven. Hanno vinto la consapevolezza, un gioco spumeggiante dal centrocampo in su e una difesa attenta e concentrata che non ha concesso neanche la minima occasione ai dominatori incontrastati di Bielorussia. Un risultato che fa ben sperare per il futuro: dopo l’Ajax, il calcio olandese risorge anche grazie al Psv.